Giannini: “Valorizzare il merito degli insegnanti. Test Invalsi andranno perfezionati”. Docenti italiani tra i peggio pagati d’Europa

di redazione
ipsef

red – "La strada segnata – dice il Neo Ministro al quotidiano "Il Tirreno" – è stata introdotta di recente ed è molto discussa". Meritocrazia sarà la strada per rivalutare gli stipendi dei prof?

red – "La strada segnata – dice il Neo Ministro al quotidiano "Il Tirreno" – è stata introdotta di recente ed è molto discussa". Meritocrazia sarà la strada per rivalutare gli stipendi dei prof?

Il riferimento è al sistema di valutazione dell’ex Ministro Profumo, che mette al centro della valutazione i test Invalsi che, afferma la Giannini "andranno perfezionati ma non rifiutati".

Ma non solo, evidentemente. Infatti, Il neo Ministro ha così dichiarato a Repubblcia.it "il modello scatti d’anzianità va rivisitato con coraggio. Premi a chi si impegna, chi si aggiorna, chi studia. Tutti i mestieri che si rispettino prevedono premi. Valutazione e autonomia delle scuole, sul serio."

Valutazione e premiazione del merito dei docenti che vengono presentati come panacea degli stipendi bassi.

Seguici su FaceBook News in tempo reale

A tal proposito, Roberto Perotti e Filippo Teoldi hanno effettuato uno studio sugli stipendi della PA che hanno toccato anche quelli degli insegnanti, paragonandoli a quelli dei colleghi inglesi.

Il risultato è che un insegnante delle scuole primarie ha uno stipendio tabellare di 21.447 euro lordi l’anno, che salgono a 24.849 sommando le indennità e le spese accessorie. Retribuzione inferire al pil pro capite dello 0,97%.

Di contro, un insegnante inglese guadagna 37.400 euro l’anno, pari all’1,27% del pil pro capite.

La musica non cambia nel caso di un insegnante delle scuole superiori: stipendio base di 23.471 euro, che sale a 28.547 con le indennità accessorie, pari all’1,12% del pil pro capite.

In inghilterra stesso docente guadagna 41.930 euro l’anno, pari all’1,42% del pil pro capite.

Diversa, invece, la situazione dei Dirigenti scolastici che arrivano a guadagnare 66.963 euro l’anno, pari al 2,62% del pil pro capite. In Inghilterra guadagnare qualcosa di meno nelle primarie (60.282 euro), e qualcosa di più nelle secondarie (70.735 euro), pari rispettivamente al 2,05 e al 2,40% del pil pro capite. Il resto dello studio lo trovate qui

C’è una differenza tra i due sistemi, sostanziale: in Italia l’aumento di stipendio è legato alla progressione di carriera, in Gran Bretagna vi sono 6 livelli all’interno della “Main Scale”, e 3 livelli all’interno dell’ “Upper Pay Scale", con la novità che dal settembre 2014, rimarranno vigenti solo il minimo e il massimo della scala: in quel range, ogni scuola potrà stabilire liberamente lo stipendio di ogni singolo insegnante.

Veniamo a noi. E’ indubbio che la direzione verso cui naviga il nostro paese è quella del legame tra il "merito" e la progressione di carriera e, di conseguenza, dello stipendio.

La domanda è: in Italia, il merito sarà davvero panacea degli stipendi bassi?

Come abbiamo avuto modo di dire più volte, il timore è che sia il sistema per togliere a molti il poco e dare poco ad alcuni. Una meritocrazia all’italiana, fatta senza spendere un soldo in più. In fondo, quando in ambito governativo si è parlato di rinnovo contrattuale, si è sempre detto che dovrà avvenire a bilancio invariato.

La strada per il reperimento dei fondi, per attuare la cosiddetta meritocrazia, dunque, è già segnata e guarda al fondo d’istituto, quel fondo già martoriato dal pagamento degli scatti stipendiali 2011 e 2012.

Insomma, si riprende con il tran tran, ma il punto di partenza è sempre lo stesso.

Priorità del neo Ministro Giannini: diritto allo studio e valorizzazione eccellenze universitarie. Suggerisci la tua priorità, partecipa al nostro sondaggio

Versione stampabile
anief anief voglioinsegnare