Giannini. “Tagliare gli scatti di anzianità? Non ho detto questo”. “Non toglierò risorse alle statali per darle ai privati”

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red – Qualche precisazione da parte del Ministro Giannini sulla scorta delle polemiche scaturite dalle sue prime dichiarazioni dopo la nomina. Una riguarda gli scatti di anzianità, l’altra il finanziamento alle scuole non statali.

red – Qualche precisazione da parte del Ministro Giannini sulla scorta delle polemiche scaturite dalle sue prime dichiarazioni dopo la nomina. Una riguarda gli scatti di anzianità, l’altra il finanziamento alle scuole non statali.

L’intervista è stata rilasciata al Corriere.it ed ha affrontato diverse questioni. Due ci è parso di dover segnalare, dal momento che hanno trovato spazio tra le nostre pagine.

Scatti di anzianità e merito

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Sulla questione legata agli scatti e alla necessità di rivederne il meccanismo, ha voluto precisare: "Ho detto e ripeto che gli insegnanti italiani avrebbero diritto a retribuzioni di livello europeo. Tagliare gli scatti di anzianità? Non ho detto questo, nessuno pensa a togliere uno strumento economico indispensabile in un sistema di fatto bloccato, significherebbe peggiorare le condizioni di vita dei docenti. Ma bisognerà pur trovare strumenti per valorizzare le migliori professionalità, la capacità di aggiornamento. La disponibilità ad assumersi responsabilità. Per il momento è un libro dei sogni. Dovremo approfondire la questione".

Finanziamenti scuole non statali

Altra questione, i finanziamenti alle scuole non statali. Il Ministro svela di una raccomandazione da parte del Consiglio d’Europa che giorno 12 dicembre di due anni fa, ha inviato all’Italia una raccomandazione per il rispetto del principio di uguaglianza e parità nella scelta educativa.
Ma tiene a precisare "Non mi metto certo a togliere risorse alle scuole statali per darle ai privati. Ma, questo sì, responsabilizzare le scuole paritarie, sapendo ben distinguere il grano dal loglio, garantendo alle famiglie una autentica libertà di scelta".

Riforme

Più in generale, il Ministro ha precisato che non vede necessaria una riforma del sistema istruzione. "Penso invece – ha detto – che ci sia massima urgenza di principi valoriali, di semplificazione, di poche ma chiare regole, di attenta valutazione dei risultati"

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