Giannini ribadisce: “Non c’è la teoria gender nella “buona scuola,ma solo principi di pari opportunità e non discriminazione “

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"Nessuna teoria gender nella legge Buona scuola". Lo ha ribadito il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, durante il question time alla Camera, rispondendo ad un'interrogazione che riguardava il caso di una scuola in Friuli Venezia Giulia.

"Nessuna teoria gender nella legge Buona scuola". Lo ha ribadito il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, durante il question time alla Camera, rispondendo ad un'interrogazione che riguardava il caso di una scuola in Friuli Venezia Giulia.

Il comma 16 della legge 107 – quello oggetto delle polemiche – "parla chiaro" e "si ispira ai principi di pari opportunità e non discriminazione secondo un modello europeo, che non ha nulla a che fare con la teoria gender": ha sottolineato Giannini.

"Alle scuole spetta il compito di introdurre iniziative e alle famiglie spetta il diritto e il dovere di informarsi sui contenuti del Piano dell'offerta formativa e di esprimere quindi il proprio consenso", ha ricordato il ministro. Quindi "i genitori hanno la possibilità di esprimere il proprio consenso riguardo all'offerta formativa che prevede azioni contro fenomeni di bullismo omofobico e anche incontri di formazione con le famiglie".

Riguardo al caso del Friuli, secondo il relatore dell'interrogazione Gian Luigi Gigli, parlamentare di Centro democratico, il progetto in questione, "A scuola per conoscerci", ripresentato per l'anno 2015-2016 dalle associazioni lgbt e da una rete di scuole, che hanno come capofila l'Isis Brignoli Einaudi Marconi di Gradisca d'Isonzo, attraverso la partecipazione ai bandi speciali della regione Friuli Venezia Giulia per l'ampliamento dell'offerta formativa – si rifà alla "teoria del genere". Ma in aula Giannini ha specificato che sul caso "sono stati fatti tutti gli approfondimenti ed è emerso che obiettivo dell'iniziativa è quello di aiutare la scuola e le famiglie ad affrontare le richieste di aiuto da parte degli adolescenti di fronte a fenomeni di bullismo omofobo. Il progetto è stato illustrato alle famiglie e l'Ufficio scolastico regionale ha partecipato a questa fase garantendo i contenuti del progetto". 

"Da quest'anno – ha infatti ricordato il ministro – tutte le scuole dovranno rispettare la prassi che prevede una preventiva presentazione del piano dell'offerta formativa. I genitori e gli alunni avranno il diritto e il dovere di accettarne i contenuti o meno". 

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