Giannini: “preside che sbaglia perderà ruolo. Proteste canto stridente”. Negli albi non varranno le 104? Ecco cosa dice il Ministro

di redazione
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In una intervista a Repubblica il Ministro risponde alla domanda sulla possibilità che i poteri che si vogliono conferire ai presidi potranno creare "parentoli". E parla anche del rapporto con i sindacati, ma "scivola" sulla legge 104.

In una intervista a Repubblica il Ministro risponde alla domanda sulla possibilità che i poteri che si vogliono conferire ai presidi potranno creare "parentoli". E parla anche del rapporto con i sindacati, ma "scivola" sulla legge 104.

A Corrado Zunino che le chiede cosa potrà accadere ai Dirigenti se in nome dei nuovi poteri che la riforma si appresta a conferire loro, si scoprisse che essi li utilizzano per assumere parenti ed amici. La risposta del Ministro è netta: perdita di indennità e poi il ruolo.

Come, quando e secondo quali modalità avverrà la valutazione dei Dirigenti, aggiungiamo noi, non farà però parte del DDL. Ci sarà una legge delega posteriore, secondo quanto ci aveva preannunciato la Sen. Puglisi (PD). Puglisi: "anche dirigenti con incarichi triennali, valorizzeremo servizio II fascia e svuoteremo GaE e Gm. Piano B? sarebbe sconfitta"

Molti docenti ci chiedono preoccupati perchè il DDL non dica nulla a proposito delle tutele di legge sia per le immissioni in ruolo che per la permanenza negli istituti di insegnamento, anche dopo la programmata introduzione degli albi territoriali.

La nostra risposta, finora, è stata sempre ottimistica, oltre che razionale. Non è possibile eliminare le tutele garantite dalla legge (ci riferiamo alle tutele dei riservisti per l'immissione in ruolo e della legge 104/92 per tutti i docenti).

Nell'intervista il Ministro afferma

"Gli albi territoriali sostituiscono il folle punteggio che fin qui ha guidato la carriera degli insegnanti: prendo 0,4 con il master del 2008, ci aggiungo la legge 104 sui familiari in difficoltà. Noi diamo la possibilità a un prof oggetto di contabilità burocratica di diventare parte attiva di una scuola che lo ha scelto per le sue qualità"

Sorvoliamo sul "folle punteggio" che comunque permette oggi di assumere anche insegnanti preparati, aggiornati e formati (in anni il cui il Ministero non ha fatto nulla per la formazione dei docenti in servizio nè tantomeno per i precari, costretti a pagare a proprie spese la formazione), vogliamo invece riflettere sul senso della frase relativa alla "legge 104 sui familiari in difficoltà".

E' stato questo un impedimento alla crescita della scuola? Prestare servizio nella sede più vicina alla residenza del familiare da assistere non sarà più possibile perchè ognuno dovrà andare nella scuola che lo ha "scelto"?

Ci dispiace che argomenti così importanti, oggetto della vita emotiva oltre che professionale di tanti insegnanti vengano affrontati con tale superficialità in una intervista giornalistica pubblicata nell'edizione della domenica, piuttosto di affidare il confronto alle parti, tramite i propri rappresentanti sindacali.

E anche di questo il Ministro parla nell'intervista e all'intervistatore Corrado Zunino che le dice "Avete snobbato i sindacati dall'inizio", il Ministro risponde di aver avuto con i sindacati tre incontri e che le proteste di questi giorni sono "un canto stridente", con posizioni che non guardano al merito.

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