Giannini a Uno Mattina: “Nessun insegnante sarà costretto a cambiare la propria scuola o a una mobilità forzata”

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Il ministro Stefania Giannini è stata intervistata a Rai Uno Mattina ed ha risposto ad alcune domande sulla riforma.

Il ministro Stefania Giannini è stata intervistata a Rai Uno Mattina ed ha risposto ad alcune domande sulla riforma.

“Noi abbiamo dato gli strumenti, abbiamo iniziato un percorso; ora gli insegnanti devono avere il coraggio di fare la loro scuola”.

Secondo il ministro l'autonomia deve essere la grande scommessa di questa riforma e della scuola italiana.

Le scuole hanno tutte lo stesso obiettivo ma non operano nelle stesse condizioni. Ecco perché occorre dare a tutte le stesse condizioni, perché tutte avranno la possibilità di adattare l'insegnamento al contesto in cui si trovano.

Per far questo, ha detto il ministro, si danno insegnanti, soldi e risorse.

Ha risposto anche alla questione della mobilità forzata degli insegnanti:" Nessun insegnante sarà costretto a cambiare la propria scuola o a una mobilità forzata" ha spiegato il ministro. Si incrocieranno le preferenze dei docenti con i bisogni  del piano educativo della scuola. Le graduatorie, ha affermato, non sono un incrocio positivo tra la domanda e l’offerta.

Ha poi assegnato un voto alla classe dirigente del Paese:“Darei un 7,5. Le criticità da superare? Serve più coraggio. Noi l’abbiamo avuto perché abbiamo toccato qualche tabù, abbiamo iniziato un percorso. Il coraggio che chiedo agli insegnanti, dato che l’autonomia vuol dire dare nelle loro mani gli strumenti per fare la loro scuola, e di avere il coraggio di farla."

Sulle paritarie e il controllo dei finanziamenti alle scuole, il ministro ha dichiarato che in Italia non esistono scuole private, ma c’è un sistema di scuole statali e non statali.

Esse  si concentrano soprattutto nella scuola dell’infanzia e in quella primaria: in alcune regioni, come il Veneto, sono una necessità e occorre dare ai genitori  il diritto o la possibilità di andare in una scuola paritaria, come si fa in tutta Europa.

La riforma assegna i fondi per compensare le disuguaglianze tra le scuole: alle scuole del Sud, sulla base dei fondi strutturali europei avranno 3 miliardi e mezzo in più nei prossimi tre anni rispetto al resto del sistema, ha dichiarato la Giannini.

Infine riguardo alle assunzioni ha detto: "Poco meno di 50 mila – ha spiegato il ministro – il rimpiazzo dei pensionamenti e la copertura di cattedre che fino a ieri venivano assegnate con le famose supplenze delle telefonate all’ ultimo momento a settembre, questo significa dare stabilità. A novembre le scuole avranno i 50 mila insegnanti in più”.

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