Giannini, investiti 6 mld su edilizia. M5S, il MIUR dà cifre pazze

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“In questi due anni e mezzo per la messa in sicurezza delle scuole sul territorio di Messina siamo intervenuti con un finanziamento di 48,6 milioni di euro”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, durante il question time alla Camera.

Il ministro ha spiegato che nella provincia siciliana sono state cinque in particolare le misure messe in atto: “15 sono stati gli interventi di messa in sicurezza che derivavano dal Decreto del Fare; 22 gli interventi, per un investimento di 13 milioni, per ‘scuole sicure’; i mutui Bei; l’adeguamento sismico che per ora ha interessato 3 interventi per un importo di 3
milioni. E poi la diagnostica: a Messina sono state eseguite 73 indagini, per un investimento di 250 mila euro”. “E’ un lavoro
che procede – ha concluso Giannini – che ha una cornice chiara” volta “alla soluzione definitiva del problema”.

In Italia quasi una scuola su tre (30%) si trova in una zona ad alto rischio sismico. Più di una su 10 (15%) ha lesioni strutturali. Negli ultimi tre anni, secondo un censimento, si sono registrati 112 crolli, che hanno ferito 18 persone. E’ una situazione “difficile” – e “lo sarà per molti anni ancora” – quella dell’edilizia scolastica italiana. Lo rileva il XIV Rapporto di Cittadinanzattiva su sicurezza, qualità e accessibilità a scuola, che ha monitorato circa 150 istituti di 10 regioni. “Nonostante gli interventi governativi fin qui realizzati” sottolinea Adriana Bizzarri di Cittadinanzattiva, c’è ancora molto da fare”. In questi ultimi anni, ha ricordato il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini oggi al question time, il Governo ha investito “6 miliardi di euro sull’edilizia scolastica”, “una priorità fin dall’inizio del nostro mandato”. Ma il M5S l’attacca: “dà cifre pazze”.

Il 30% (13.742 istituti) si trova addirittura nelle zone a rischio 1 e 2, il più elevato. Ma solo l’8% di questi istituti è stato costruito secondo la normativa antisismica. “A oggi – ha detto Giannini – sull’antisismica sono stati stanziati e spesi 240 milioni per 432 interventi concreti”. A questi si aggiungono “ulteriori risorse” come gli “oltre 20 milioni l’anno, permanenti, per approfondire l’indagine sulle scuole risultate inagibili”.

Soprattutto sulla facciata esterna (73%). Ma quando gli istituti chiedono un intervento agli enti locali, nel 29% dei casi non viene effettuato. Cittadinanzattiva ha riscontrato distacchi di intonaco e segni di fatiscenza nelle segreterie (rispettivamente nel 38% e nel 33% dei casi), nelle sale professori (23%;17%), nei corridoi (21%; 21%), nei bagni (16%; 27%), nelle palestre (14%; 25%), nelle aule (14%;14%), nei laboratori (10%;10%), nelle biblioteche (9%;9%) e nelle mense (8%; 10%). Una scuola su sei presenta uno stato di manutenzione del tutto inadeguato e solo il 5% è in ottimo stato. Solo in un’aula su 4 gli impianti elettrici sono a norma. E anche se gli incidenti a scuola sono in calo, in un istituto su tre manca la cassetta del pronto soccorso.
Quella di agibilità statica la possiede solo il 35% delle scuole monitorate (assente nel 94% delle scuole calabresi e in circa metà degli istituti di Lazio, Sicilia, Sardegna e Campania), quella di agibilità igienico sanitaria solo il 32%, quella di prevenzione incendi solo il 10%. “Nelle riforma della Pa sono state inserite alcune norme che devono risolvere” il fatto che oggi “le amministrazioni possano non assumersi le loro responsabilità”, ha osservato il ministro della Pa, Marianna Madia. Anche la coordinatrice dell’unità di missione della Presidenza del Consiglio per l’edilizia scolastica, Laura Galimberti, ha esortato tutti a “fare uno sforzo per arrivare a un miglioramento”.

Per gli studenti disabili risultano ancora inaccessibili il 35% delle biblioteche, il 28% dei bagni, il 27% delle aule computer e il 24% dei laboratori, il 17% delle palestre, il 16% delle aule, il 14% delle mense e il 9% dei cortili. Solo il 23% degli edifici su più piani dispone di un ascensore, ma in una scuola su quattro non è funzionante; nel 78% delle aule in cui sono presenti studenti con disabilità motoria non c’è spazio sufficiente per il movimento della carrozzina.

Rispettivamente nel 50% e 23% delle scuole, le palestre, inoltre, risultano tra gli ambienti meno puliti assieme alle biblioteche. E’ sporco anche il 14% dei bagni, sprovvisti peraltro di scopini per il water (52%), sapone (50%), asciugamani (60%) e carta igienica (37%). Per quanto riguarda i cortili, in un caso su tre diventano parcheggi per le auto, mentre gli atti di vandalismo (subiti dal 27% delle scuole) sono diminuiti (36% nel 2015). Anche se tanti – conclude Cittadinanzattiva – restano nell’ombra.

Ecco le cifre ‘vere’ sull’investimento per l’edilizia scolastica secondo i deputati del M5S in commissione Cultura: non 6 miliardi di euro ma “672 milioni di investimenti nel 2014, 412 nel 2015 e 50 nel 2016, per un totale di un miliardo e 134 milioni”.

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