Giannini, ci vuole un “consigliere alla disabilità”

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Si è svolto questa mattina a Palazzo Chigi l’incontro dal titolo “La sfida dell’inclusione- Il futuro delle persone con disabilità”, organizzato in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità. Ericson: inclusione e disabilità sfide urgenti

Si è svolto questa mattina a Palazzo Chigi l’incontro dal titolo “La sfida dell’inclusione- Il futuro delle persone con disabilità”, organizzato in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità. Ericson: inclusione e disabilità sfide urgenti

Presente anche il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, che ha inaugurato l’incontro.
“Ci stiamo battendo affinché tutti i bambini possano avere le stesse possibilità” -ha dichiarato- “Nel caso dell’Istruzione non si tratta di diritti da reclamare, ma della volontà di mostrare che la società in cui viviamo è degna, sebbene vi siano ancora molte lentezze e ritardi. L’insegnante di sostegno non deve essere una sorta di delegato all’esclusione, ormai questo tipo di approccio alla disabilità è superato”. La Giannini ha ventilato l’ipotesi di proporre l’istituzione di un consigliere alla disabilità. “Ormai è abitudine di molti parlare male della scuola. I difetti ci sono sicuramente, ma non dobbiamo dimenticare che in Italia siamo stati i primi ad abolire le classi differenziali nel 1971: chi ha meno di 46 anni ha beneficiato di questa legislazione. Oggi esistono 117mila docenti di sostegno per 230mila bambini disabili: una proporzione virtuosa, ma non è ancora abbastanza. Partendo dagli anelli apparentemente più deboli della società bisogna realizzare una vera coesione sociale e per fare questo servono non solo buone intenzioni, ma soprattutto una buona politica”.

Nel corso della mattinata sono intervenuti docenti e allievi di scuole che hanno portato la loro testimonianza di come è possibile crescere e imparare con la disabilità. L’assistente fisica di Niccolò, alunno della scuola media Pavoncelli di Cerignola, ha letto la lettera scritta dal bambino a Papa Francesco. Il piccolo ha raccontato la storia sua e di Mattia, due fratelli gemelli nati prematuri, talmente piccoli da stare dentro il palmo di una mano, con un sogno nel cassetto: il calore di un abbraccio del Papa. “Mi sento già speciale -scrive Niccolò- pur non potendo utilizzare la mano per scrivere con la penna, ma solo utilizzando il computer. Caro papà, mi piace chiamarti così, se non riuscirò a ricevere il tuo abbraccio, ricevi forte il mio!”
Un’altra storia arriva dal Convitto Nazionale di Roma. Andrea Capizzotto si è iscritto al quinto anno del Liceo Classico con una grave patologia ed è riuscito a diplomarsi con un buon punteggio (80) usando le risorse tecnologiche di una scuola 2.0. Il padre ha detto: “Andrea si è diplomato con successo, scrivendo una tesina intitolata “Storie di pessimismo”. Ora è sereno, studia Giurisprudenza alla Sapienza e per lui la scuola ha rappresentato ciò che dovrebbe essere sempre: un luogo di inclusione in cui si lavora serenamente, nel rispetto della legge, garantendo il diritto allo studio”. La Preside del Convitto ha aggiunto: “Il nostro Istituto si caratterizza anche da attività pratiche che facciamo nelle aziende, con tutor aziendali che rilasciano certificati specifici in base alle loro competenze”.

Marco Indaco, docente del Politecnico di Torino, ha mostrato il video della realizzazione di un modello computerizzato per la comunicazione tra persone sordo cieche: “Le persone sordocieche sono assolutamente isolate dal mondo -ha detto- “Abbiamo trovato una soluzione per far comunicare mediante un sistema remoto queste persone da Roma a New York. Si tratta di un prototipo attualmente in grado di rappresentare solo segni statici, ma vorremmo migliorarlo. Attraverso una webcam e una mano robotica si possono comporre questo tipo di messaggi. Il tutto al costo di 600 euro circa, dunque abbastanza abbordabile”.

Donata Vivanti, del Forum Europeo sulla Disabilità e Luciano Paschetta, dell’Unione Ciechi, hanno auspicato a un effettivo cambiamento con la Riforma della Scuola: “La Buona Scuola ci offre la possibilità di ridare centralità alle persone, nello specifico allievi disabili considerati ancora come degli invisibili. Imparare insieme alle persone con disabilità rappresenta un valore aggiunto per tutti. Non serve solo aumentare le ore di sostegno, se poi in certe scuole gli alunni vengono relegati in un’aula a parte adibita al sostegno (è anche illegale farlo)”.

Lorena Rambaudi, Coordinatrice regionale politiche sociali, ha anticipato le conclusioni di Renzi: “Le leggi che tutelano la disabilità ci sono, bisogna semplicemente renderle più concrete, mettendole in atto”.

Il Presidente del Consiglio si è rivolto così alla platea: “L’Italia a volte non ha un problema di risorse, ma di loro destinazione. Quest’anno abbiamo aumentato il 5 per mille, cerchiamo di destinarlo a chi davvero ha bisogno, poiché non parliamo di numerini, di codici fiscali, ma di persone, ognuna con una realtà difficile da affrontare. Oggi non voglio fare solo discorsi vuoti, ma andare sul concreto. Il servizio civile è stato già incrementato, in questi mesi andremo insieme a combattere punto per punto per realizzare le vostre necessità. Cerchiamo di far sì che questi denari investiti in più servano. La bellezza dell’Italia è sì nelle opere d’arte, ma ce n’è tanta anche nello stare vicino a chi ha più bisogno. Solo in Paesi di grandi relazioni umane si può realizzare il futuro. Il denaro serve, certo, ma la vera sfida che dobbiamo vincere per un cambiamento vero è quella che si gioca nel campo dell’educazione”.  

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