Giannini, chiamata diretta spetto cruciale. Scuola italiana? Ottima. Riforma coraggiosa

di redazione
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"La scuola è il luogo elettivo della libertà di pensiero, di acquisire un punto di vista sul mondo. La scuola italiana è un'ottima scuola, che ha alla base un principio di inclusione dal momento che cerca di non lasciare indietro nessuno. La società andrà dove la scuola la porta, per cui si tratta di una responsabilità enorme".

"La scuola è il luogo elettivo della libertà di pensiero, di acquisire un punto di vista sul mondo. La scuola italiana è un'ottima scuola, che ha alla base un principio di inclusione dal momento che cerca di non lasciare indietro nessuno. La società andrà dove la scuola la porta, per cui si tratta di una responsabilità enorme".

Lo ha affermato il Ministro Stefania Giannini durante il Giffoni Film festival

Relativamente alla riforma, ha affermato: "Si parla della riforma molto bene e molto male. Io dico solo che è una delle riforme che questo governo ha avuto il coraggio di fare. Quello che intendiamo fare è coltivare l'apertura attraverso l'innovazione, soprattutto del metodo".

"Altro obiettivo – parlando dell'alternanza scuola-lavoro – è il rapporto con il mondo del lavoro. Fino ad oggi, in Italia, si è pensato che il mondo del lavoro dovesse collocarsi subito dopo il momento della formazione. Vorremmo superare questa concezione attraverso quella che tecnicamente si chiama alternanza scuola-lavoro", ha aggiunto il ministro. I giurati gli hanno chiesto anche una sua valutazione sul metodo Invalsi: "Se è lo strumento per capire dove sta andando la scuola e quindi è un test svolto con criteri uniformi, in questa funzione, Invalsi – ha risposto – non solo deve restare, ma deve essere potenziato".

Relativamente alla chiamata diretta, la Giannini ha detto che "Si tratta di un aspetto cruciale della scuola e quindi ne parlo volentieri, su come si selezionano gli insegnanti per le scuole e nelle scuole. Si tratta di un processo innovativo che ha alla base il concorso nazionale, la selezione di cui parla la costituzione- che ricordo è rimasta bloccata per decenni nel nostro paese e da lì il precariato storico. Il punto di novità è dato dal fatto che si analizza il fabbisogno delle scuole, ovvero cosa serve a quell'istituto. Il preside si assume la responsabilità sulla base di criteri chiari, motivati, trasparenti e annunciati prima, per scegliere l'insegnante che ha quelle caratteristiche; a sua volta l'insegnante può scegliere dove poter andare".

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