Giannini: “Cambiamenti richiedono anni per regime”

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Domani comincia l'anno scolastico in alcune città dopo un lungo periodo di polemiche sulla riforma. Gli effetti non saranno immediati ricorda il ministro Stefania Giannini ma il cambiamento è stato avviato e non teme un altro anno caldo: ''ne ho vissuto uno talmente complicato che può solo migliorare'' commenta con una battuta che denota determinazione.

Domani comincia l'anno scolastico in alcune città dopo un lungo periodo di polemiche sulla riforma. Gli effetti non saranno immediati ricorda il ministro Stefania Giannini ma il cambiamento è stato avviato e non teme un altro anno caldo: ''ne ho vissuto uno talmente complicato che può solo migliorare'' commenta con una battuta che denota determinazione.

Le parole chiave della sua riforma (autonomia, valutazione, responsabilità e trasparenza) ''richiedono alcuni anni per andare a regime. Chi entra quest'anno ha la possibilità di avere un contesto flessibile, adeguato al cambiamento, di imparare potenzialmente cosa significa avere un'istruzione solida ma al tempo stesso adattabile''.

''Gli studenti italiani entrano in una scuola che potenzialmente è migliore ma questi non sono processi che trasformano la realtà su cui incidono con un 'click''' dice il ministro Stefania Giannini. Sul tema della mobilità ''questa riforma non la incrementa, anzi nel tempo lo diminuirà perchè passeremo da quest'anno a concorso. La mobilità sarà fisiologica non più del 15% su un ammontare di 100mila persone''.

Per i precari il discorso è simile a quello del tempo che serve per vedere gli effetti delle riforme: ''non si risolve con un click ma si affronta, e questo tema lo mettiamo in una via di soluzione: ci vorranno tre anni la legge lo dice chiaramente''. ''Tre anni sono tanti o pochi nel ciclo dell'istruzione di un paese? Forse sono pochi''

 

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