Giannini e altri Ex ministri ai capi di Governo del G20: incardinare in una legge aiuti all’Istruzione

di redazione
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comunicato European Media Relations – Stefania Giannini, Ministro dell’istruzione del governo italiano tra il 2014 e il 2016, fa parte di un gruppo di esperti composto da ex ministri dell’istruzione e ex dirigenti di governo che ha scritto una lettera aperta ai capi di governo del G20, chiedendo che gli aiuti internazionali all’istruzione siano incardinati in una legge per combattere la crisi dell’istruzione globale.

La lettera è stata scritta alla fine di una riunione di quindici ex ministri dell’istruzione e leader mondiali del “Gruppo Atlantis” tenutasi a Londra questo weekend (21 – 22 ottobre), cui ha partecipato anche Stefania Giannini. Il Gruppo mira a una revisione radicale dei nostri sistemi educativi, che coinvolga la leadership politica e scolastica, gli insegnanti, nonché le ultime tecnologie.

In quanto ex ministri e capi di governo, questi leader sono in una posizione unica per esprimere idee franche e coraggiose in un momento in cui l’istruzione è minacciata come mai in precedenza. Nella lettera aperta ai leader del G20, Stefania Giannini e i suoi colleghi del Gruppo Atlantis dicono:

“Sui giornali spesso non viene raccontato, ma c’è una crisi globale nell’istruzione. È una vergogna che il numero di minori che non vanno a scuola nel mondo in via di sviluppo stia crescendo nuovamente. Secondo i dati dell’UNESCO la cifra si attesta a 263 milioni a livello globale, equivalente a un quarto della popolazione europea e statunitense insieme. Inoltre, oltre metà dei 22,5 milioni di rifugiati di tutto il mondo sono bambini minorenni e diversi milioni sono apolidi e non godono della possibilità di accedere ai servizi educativi.

“Investire in un’istruzione sicura e di alta qualità per ogni minore non è solo un imperativo morale; è la decisione più concreta che potremmo prendere. Per i Paesi in via di sviluppo, un’istruzione di cattivo livello soffoca l’innovazione e scoraggia l’investimento interno di cui hanno bisogno. E, per la comunità internazionale, una mancanza di istruzione può indebolire Stati già fragili. Se i giovani frustrati mancano di opportunità, sono più inclini all’immigrazione irregolare, ai conflitti e all’estremismo. I costi di questo fallimento saranno acuiti dalla marcia dell’automazione, che colpirà in particolare quelle economie del mondo in via di sviluppo che presentano un numero ingente di posti lavori non qualificati.

“È vero che, come ha sottolineato il Comitato di aiuto allo sviluppo dell’OCSE, non tutti gli investimenti stanziati in passato per l’istruzione sono stati efficaci come avrebbero dovuto. Ma la risposta deve essere un modo più valido di indirizzare le spese e non semplicemente ridurne l’importo. È deplorevole che, sebbene l’urgenza della situazione sia evidente, si abbia la sensazione che negli ultimi anni la comunità internazionale non abbia prestato sufficiente attenzione alle problematiche in materia di istruzione globale. Gli investimenti nell’istruzione attraverso aiuti ed altre forme di assistenza sono ora più bassi di quanto fossero nel 2009 e non si concentrano sui Paesi più bisognosi. L’Africa sub-sahariana, che ospita la metà dei minori di tutto il mondo che non vanno a scuola, riceve meno della metà degli aiuti ricevuti nel 2002. Benché riconosciamo e, in quanto politici, condividiamo il desiderio dei leader mondiali di far fronte a questa situazione, il diritto a un’istruzione per ogni minore non può essere lasciato solo nelle mani di coloro i quali sono al potere e forse mossi da crisi politiche e da bisogni a breve termine dei cicli elettorali.

Per offrire supporto a chi è deciso ad affrontare questo problema, il Gruppo Atlantis lancia un appello al G20, in veste di leader delle principali economie industrializzate ed emergenti, ad assumere la guida per incardinare in una legge l’impegno ad investire nell’istruzione ed offrire supporto, stabilendo a tale scopo una percentuale del PIL. Chiediamo altresì al G20 di condurre i negoziati con i governi la cui spesa interna in materia di istruzione si attesti al di sotto del livello necessario al fine di erogare un’adeguata istruzione a tutti i minori.
“Negli ultimi due decenni, il mondo si è giustamente mobilitato per trasformare la sanità pubblica a livello globale. Sforzi enormi stanno portando sotto controllo malattie storicamente devastanti quali la tubercolosi, la malaria e l’HIV. Tuttavia, forse perché l’impatto corrosivo della mancanza di istruzione – su un minore, la sua famiglia, la società – è più difficile da cogliere, troppi leader mondiali hanno permesso di trascurare la crisi dell’istruzione globale. ”

I firmatari della lettera sono:
Nicky Morgan (Ex Segretario di stato per l’istruzione, UK), Lord Adonis (Ex Ministro dell’Istruzione, UK), Rosalia Arteaga (Ex Presidente e Vice-Presidente, Ecuador), Elias Bou Saab (Ex Ministro dell’Istruzione, Libano), David Coltart (Ex Ministro dell’Istruzione, Zimbabwe), Nuno Crato (Ex Ministro dell’Istruzione, Portogallo), Arne Duncan (Ex Segretario di stato per l’istruzione, USA), Luis Enrique Garcia (Ex Ministro dell’Istruzione, Colombia), Stefannia Giannini (Ex Ministro dell’Istruzione, Italia), Zlatko Lagumdzija (Ex Primo Ministro, Bosnia e Erzegovina), Armin Luistro (Ex Ministro dell’Istruzione, Filippine), Silas Lwakabamba (Ex Ministro dell’Istruzione, Ruanda), Bálint Magyar (Ex Ministro dell’Istruzione, Ungheria), Steve Maharey (Ex Ministro dell’Istruzione, Nuova Zelanda), George Papandreou (Ex Primi Ministro, Grecia), Remus Pricopie (Ex Ministro dell’Istruzione, Romania), Maia Sandu (Ex Ministro dell’Istruzione, Moldova), Srdjan Verbić (Ex Ministro dell’Istruzione, Serbia).

L’ex Ministro dell’istruzione italiano Stefania Giannini ha aggiunto:

“Sono lieta di essere venuta nel Regno Unito per lavorare con alcune delle menti più brillanti e migliori nel settore dell’istruzione, dotate di grande esperienza, per affrontare le sfide dell’istruzione che abbiamo davanti a noi. Dobbiamo farcela, perché la posta in gioco è il futuro stesso.

“A mio avviso per gli insegnanti dovrebbero essere previsti un sistema di valutazione completo, una formazione professionale continua, con un meccanismo retributivo basato sul merito. Tutto ciò è cruciale per fare in modo che possiedano e mantengano le competenze e le capacità rilevanti, necessarie per essere efficaci oggi nelle aule scolastiche.

“Dobbiamo rendere i nostri insegnanti sempre più responsabili, motivati e competenti, per gestire e raggiungere una formazione professionale continua in linea con una società in rapida evoluzione”.

Sunny Varkey, fondatore della Varkey Foundation, ente che si occupa del Global Teacher Prize e ricopre il ruolo di segreteria per il Gruppo Atlantis, ha affermato:

“Gli attuali governi sono assediati dalle sfide dell’istruzione che sembrano in continuo peggioramento. Adesso occorrono idee radicali che possano contribuire a capovolgere problemi assai radicati e che sono rimasti irrisolti durante il susseguirsi delle varie generazioni di politici, a prescindere dalla quantità di discorsi pronunciati, obiettivi stabiliti e relazioni pubblicate.

“Ecco perché l’analisi radicale e la consulenza da parte del Gruppo Atlantis assume un ruolo così rilevante. I suoi membri vantano una lunga e diretta esperienza riguardo alle soluzioni efficaci e quelle che non lo sono. Sono segnati dalle cicatrici della battaglia condotta nel tentativo di riformare i propri sistemi di istruzione. E ancor più importante, adesso sono liberi dalle restrizioni imposte dalle funzioni che ricoprivano e possono esprimere con franchezza quali siano le azioni necessarie senza doversi attenere ad un programma politico. Le loro raccomandazioni in merito alle varie tematiche di leadership saranno di vitale importanza per gli anni a venire”.

Andreas Schleicher, Direttore della Direzione per l’Istruzione e le Competenze dell’OCSE ed esperto collaboratore del Gruppo Atlantis, ha affermato:

“Diciassette anni fa l’Obiettivo del Millennio delle Nazioni Unite di raggiungere l’istruzione primaria universale non è stato centrato e, a meno che non si riesca a cambiare la traiettoria, saremo in ritardo di 50 anni nell’adempimento all’impegno dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG) relativo a una buona istruzione per ogni minore.

“Parecchi di questi bambini che vanno a scuola imparano assai poco. Circa 175 milioni di giovani nei paesi poveri, ovvero un quarto della popolazione giovanile, non è in grado di leggere una frase.

“Sono disperatamente necessari ulteriori fondi, ma altrettanto importante è una “revisione del sistema” volta ad assicurare che ogni leader, dai ministri di governo agli insegnanti, possa fare tesoro dei successi e dei fallimenti dei rispettivi predecessori. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo, poiché il fallimento sarebbe catastrofico per un’intera generazione in cui il mondo intero ripone le proprie speranze”.

Combinando 65 anni di perizia di politici ed esperti dell’istruzione di tutto il mondo, il Gruppo Atlantis esprime raccomandazioni su come i sistemi educativi – nei Paesi sviluppati come in quelli in via di sviluppo – devono adattarsi a fronte di questi cambiamenti senza precedenti. Le raccomandazioni sono quindi trasmesse e discusse con i governi e le autorità educative in tutto il mondo per rafforzare la politica e i risultati dell’istruzione. Usando la propria esperienza personale di ministri dell’istruzione, i membri del Gruppo Atlantis individuano esempi di approcci di successo, aree cruciali in cui sono necessarie riforme. Fanno inoltre raccomandazioni su quel che va fatto in futuro su ogni problema, con una prospettiva tanto interna, quanto internazionale.

Il Gruppo Atlantis è stato lanciato in occasione del Global Education & Skills Forum (GESF) 2017, costituito dall’associazione globale senza scopo di lucro Varkey Foundation, nella prima riunione, svoltasi a Dubai il 18 e 19 marzo 2017. Tra i membri del gruppo, composto da persone provenienti da tutto il mondo che si è riunito nel Regno Unito questo weekend per analizzare la leadership necessaria per arrivare a soluzioni pratiche sull’istruzione, vi erano l’ex Presidente greco George Papandreou; l’ex Ministro dell’istruzione libanese Elias Bou Saab; l’ex Ministro dell’istruzione neozelandese Steve Maharey; l’ex Ministro dell’istruzione italiano Stefania Giannini, l’ex Ministro dell’istruzione del Ruanda Silas Lwakabamba e l’ex Ministro dell’istruzione colombiano Luis E. Garcia de Brigard.

Al gruppo si sono uniti collaboratori, consulenti e osservatori esperti, inclusi Andreas Schleicher, Direttore dell’istruzione e delle competenze all’OCSE, Fernando Reimers, Direttore del Programma di politica sull’istruzione internazionale presso la Harvard University e l’ex Ministro dell’istruzione britannico Lord Adonis.

Il principio fondante del gruppo è “riunire le competenze e le esperienze di ex ministri dell’istruzione ed ex capi del governo di tutto il mondo, interessati a dare il proprio contributo per affrontare le sfide attuali nell’istruzione globale.”

In occasione della riunione di questo weekend, svoltasi da sabato 21 ottobre a domenica 22 ottobre, i membri sono giunti a Londra, per riunirsi successivamente per una discussione a Windlesham, nella contea del Surrey. Il gruppo ha in programma di riunirsi al GESF ogni anno e almeno in un’altra occasione annualmente. Inoltre, si potrà chiedere a membri individuali e a piccoli gruppi secondari di svolgere altro lavoro durante tutto l’anno: per esempio, visitare Paesi su richiesta dei ministri dell’istruzione. La Varkey Foundation, che ha creato il GESF e il Global Teacher Prize da USD1M, agisce da segreteria per il gruppo.

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