Giannelli: “La scuola non andava chiusa, ma ora serve nominare subito i supplenti”

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“È stato riaffermato il valore della  didattica in presenza. La scuola non andava chiusa, perché i focolai dei contagi sono altrove, e non doveva pagare il fatto che altri sistemi non funzionano”.

Tuttavia “ci serve poter nominare subito i supplenti”, “chiediamo agli enti locali gli spazi che non hanno
reperito e al commissario Arcuri di dirci quanti banchi ancora mancano alla consegna prevista entro fine ottobre”.

C’è poi la questione “trasporti pubblici ed anche Asl, che sono in tilt e stanno avendo  tantissime difficoltà a fare diagnosi, tracciamenti e a restituire  l’esito dei tamponi in tempi rapidi”.

A parlare intervistato da La Repubblica, commentando le misure sulla scuola annunciate ieri dal  premier Giuseppe Conte, è il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli che guardando alle Asl lancia la proposta: “si faccia un organico Covid anche per la sanità e si incarichino queste persone di seguire solo la situazione nelle scuole”.

Giannelli interviene poi sul timore di ordinanze regionali, come in Campania, affermando: “la scuola è statale devono decidere i singoli  istituti in base alle circostanze territoriali, è impensabile ragionare con la stessa logica per istituti di grandi metropoli e di piccoli paesi. Non devono decidere le Regioni”.

Quindi sull’ingresso posticipato a dopo le nove per i ragazzi delle superiori “va bene se si risolve così il picco delle otto dei trasporti. Ma poi ci devono essere autobus all’uscita posticipata di un’ora. E soprattutto deve essere una misura che tiene conto del contesto: ha senso a Roma e a Milano, nelle grandi città. È meno giustificata in un piccolo centro”.

In quest’ultimo caso “perché devo imporre che licei e istituti tecnici e professionali passino al digitale e turni pomeridiani alle superiori?”. Giannelli conclude: Il problema da affrontare è “chi deve decidere”.

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