Giannelli (Anp): non è pensabile finire l’anno in Dad. Tra Covid e freddo meglio stare in classe col cappotto

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Antonello Giannelli, presidente Anp, sulla riapertura delle scuole e le condizioni necessarie per far sì che ciò accada in sicurezza. Ne parla in un’intervista a Repubblica.

“Con la didattica a distanza si potrà andare avanti per un po’, specie con i ragazzi più grandi. Ma non è pensabile di finire l’anno scolastico così”.

Sul ritorno alla didattica in presenza Giannelli dice: “Forse si arriverà a dopo le vacanze di Natale. Intanto bisogna darsi da fare, altrimenti non ci saranno le condizioni per la riapertura o finiremo per aprire e tornare subito dopo a chiusure localizzate”.

Queste le condizioni per tornare in aula secondo l’Anp: “Vanno garantiti i supplenti. In molte scuole manca ancora il 30% dei docenti, con la conseguenza di una riduzione dell’orario scolastico. Le graduatorie informatizzate hanno creato problemi. E poi c’è il problema di chi dal Sud fatica ad accettare incarichi al Nord perché con lo stipendio da supplente non riesce a pagarsi un appartamento a Milano, ma anche per paura di restare bloccato o di ammalarsi lontano dalla famiglia”.

Quanto al problema dei trasporti, Giannelli è chiaro: “Bisogna comprare più mezzi e assumere autisti. E integrare il sistema pubblico con i privati che ora non lavorano, penso ai bus turistici. Sia l’occasione per mettere in piedi un sistema di trasporto scolastico che in Italia non c’è mai stato”.

Sull’areazione delle aule secondo l’Anp “siamo alle libere interpretazioni”. “L’unico sistema è aprire le finestre. Tra Covid o freddo, meglio il male minore, stare cioè in classe col cappotto”.

E infine sulla sanità: “Chiediamo che tra diagnosi e tracciamento passino solo due giorni. La nostra proposta è di un organico Covid dedicato alle scuole: almeno 5mila assunzioni. Stiamo cercando persone con un minimo di competenze per gestire i tracciamenti nelle scuole. Ora le Asl stanno chiedendo ai presidi di farli, non può essere”.

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