Giannelli (ANP): “I locali vanno areati, tra Covid e freddo il Ministero ci costringe a scegliere”

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“Avevamo chiesto di provvedere a sistemi di areazione degni di questo nome, ma nessuna risposta. Quindi adesso bisogna fare i conti con la realtà. I locali vanno areati ed in Italia l’unico sistema per farlo è aprire le finestre. Tra covid o freddo meglio scegliere il male minore e stare in classe con il cappotto  piuttosto che essere esposti al rischio del virus”.

Così all’Adnkronos, Antonello Giannelli, presidente dell’associazione nazionale presidi commentando il recente investimento di 500 milioni di euro per l’areazione delle scuole in Germania.

“Il recovery fund – prosegue – essendo destinato ad interventi di tipo strutturale potrebbe essere usato in Italia per questo: l’areazione di 400mila aule. Nel frattempo – conclude – è importante che il Cts definisca meglio in vista del freddo quali sono i parametri di riferimento per l’identificazione di tempi e modalità di aperture delle finestre nelle classi. Andrebbe fatta nelle singole scuole una stima quantitativa che varia da aula ad aula per il ricambio dell’aria, attraverso la declinazione di parametri oggettivi. Che sarebbero molto utili. Invece siamo alle libere interpretazioni”.

Il Miur con un’apposita faq, chiarendo le indicazioni del Comitato  Tecnico Scientifico, riportate nel verbale n.100 del 12 agosto 2020, ha evidenziato “la necessità di assicurare l’aerazione dei locali in cui si svolgono le lezioni, avendo cura di garantire periodici e frequenti ricambi d’aria, cui si provvederà contemperando l’esigenza di costante aerazione dell’ambiente didattico con il diritto degli allievi a svolgere le attività didattiche in condizioni ambientali confortevoli”.

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