Giannelli (ANP): “Bisogna puntare ad un nuovo modo di insegnare e valutare”

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L’episodio della studentessa bendata di fronte al computer per dimostrare di non barare durante l’interrogazione “sia lo spunto per rinnovare le nostre prassi didattiche puntando ad un nuovo modo di insegnare e valutare”.

A parlare con l’Adnkronos è il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, che nel rilevare “una distonia inevitabile tra didattica a distanza e valutazione tradizionalmente intesa“, auspica che “la valutazione si basi in futuro su compiti di realtà, cioè lavori prodotti dagli alunni, non interrogazioni orali classiche il cui esito potrebbe dipendere dalla possibilità di dare una sbirciatina sul manuale. E’ un problema metodologico, su cui abbiamo più volte domandato – ricorda – che sia effettuato un aggiornamento professionale dei docenti“.

Giannelli spiega: “Io da docente non avrei fatto così. Non condivido che si bendi un alunno. Ma posso capire che talvolta le necessità nel corso delle valutazioni siano particolari“.

Secondo il presidente dell’Anp, il problema è a monte: “è necessario che la didattica punti più alla rielaborazione dell’alunno ed a sviluppare il ragionamento, le capacità logico-computazionali degli allievi” che a potenziare l’approccio “nozionistico, a cui noi italiani siamo più abituati. Si tratta di innovare la prassi didattiche attraverso un piano di aggiornamento dei docenti“.

Un’innovazione dunque che potrebbe fungere anche da deterrente rispetto alle piattaforme parallele attraverso le quali i ragazzi si aiutano suggerendo le risposte durante le interrogazioni in dad?

Certo. Se chiedo la declinazione a memoria è più facile che intervenga il suggerimento del compagno senza che il professore se ne accorga; ma se domando al ragazzo interrogato di leggere un testo nuovo da commentare, mi accorgo di qualunque intervento proveniente dall’esterno“, risponde Giannelli. “Penso in genere che si debba lasciare spazio a forme di valutazione alternative, soprattutto se a distanza. Ed anche, guardando ai ragazzi, a far crescere in loro la consapevolezza dell’importanza di diventare responsabili. Ed acquisire maturità“.

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