Giani (Toscana): “Ho messo nel conto che tra 15 giorni potrei richiudere le scuole”

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“Metto in conto che fra 15 giorni richiudiamo, l’ho detto fin da ieri, per questo non voglio enfatizzare quello che abbiamo fatto, ma bisogna capire quello che ha significato per i ragazzi tornare in classe, ritrovare il rapporto diretto con gli insegnanti ed essere quindi anche piu’ concentrati quando vanno a casa a studiare” nei giorni di didattica a distanza.

Così il presidente della Regione, Eugenio Giani, commentando a Radio Anch’io il ritorno al 50% delle lezioni in presenza in Toscana per le scuole secondarie di secondo grado. Il governatore non sottovaluta il rischio assunto e riconosce che fra un paio di settimane si tireranno le somme per capire in che modo la ripresa delle lezioni in presenza incide sulla curva dei contagi del Coronavirus.

Tuttavia difende l’importanza di questa scelta: “È un modo per risvegliare gli studenti dal torpore, perché mi era stato segnalato che era diventata per loro un’abitudine a stare a letto fino a mezzogiorno e il contatto solo via web coi compagni era qualcosa che stava rovinando dal punto di vista psicologico gli equilibri anche delle famiglie oltre che dei ragazzi”.

Poi aggiunge: “Può essere anche un modo affinché gli altri presidenti che hanno avuto un atteggiamento di maggiore cautela capiscano che cosa significa. Ce lo siamo potuti permettere in Toscana perché col lavoro fatto e con l’atteggiamento di rigore e chiusure i nostri dati ci portavano ad avere 400 contagi al giorno”. 

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