Gian Antonio Stella ed i diplomati magistrali. Lettera

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Inviato da Marina Longo – Gentilissimi, rispondo all’ennesimo accanimento contro i diplomati magistrali in GAE, questa volta da parte di Gian Antonio Stella, giornalista e scrittore.

1) La laurea non significa necessariamente capacità di insegnare. Io sono una maestra laureata in Lettere ed ho imparato tantissimo da bravissime colleghe con e senza laurea, che si formano di continuo nel loro lavoro e soprattutto sentono col cuore come rapportarsi coi bambini. Senza questa capacità, la laurea serve a poco.
2) Entrare in GAE può sicuramente significare più opportunità di lavoro (e non in tutte le province) ma il ruolo non è scontato. L’anno di prova è un percorso impegnativo, in cui si devono possedere sicure competenze digitali per saper documentare efficacemente la propria pratica didattica. Se non si passa, l’anno di prova può essere ripetuto solo per una volta.
3) Ci sono insegnanti entrati di ruolo con “concorso per soli titoli”, altri con “concorso per titoli ed esami”: è il cosiddetto “doppio canale” (L.417/89). Non vedo lo scandalo. L’unico scandalo che vedo è la lentezza con cui si ottiene il ruolo dopo anni e anni di onorato servizio su posti vacanti, anche in caso di superamento di “concorso per titoli ed esami”.

Cordiali saluti

Marina Longo

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