Giù le mani dalla Scuola dell’Infanzia Statale! No all’accorpamento con gli asili nido!

di redazione
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Per il coordinamento Scuola Infanzia ins. Giuseppe Piscopo I.C. “Falcone Borsellino” Favara (Ag) – Nel silenzio mediatico più assoluto, una seria minaccia incombe sulla scuola dell'infanzia statale. Sottovalutato nel dibattito parlamentare alla Camera durante l'esame e l'approvazione del DDL “La buona scuola”, l'importante settore formativo riguardante la fascia d'età 3-6 anni rischia concretamente di cambiare struttura, modello organizzativo, competenze e erogazione di servizi scolastici.

Per il coordinamento Scuola Infanzia ins. Giuseppe Piscopo I.C. “Falcone Borsellino” Favara (Ag) – Nel silenzio mediatico più assoluto, una seria minaccia incombe sulla scuola dell'infanzia statale. Sottovalutato nel dibattito parlamentare alla Camera durante l'esame e l'approvazione del DDL “La buona scuola”, l'importante settore formativo riguardante la fascia d'età 3-6 anni rischia concretamente di cambiare struttura, modello organizzativo, competenze e erogazione di servizi scolastici.

C'è in atto, nelle deleghe affidate al Governo, la ristrutturazione della Scuola dell'Infanzia Statale, già ipotizzata nel DDL n. 1260 denominato “Disposizioni in materia di sistema di educazione e istruzione dalla nascita fino a sei anni e del diritto delle bambine e dei bambini alle pari opportunità di apprendimento”.

Il DDL “La buona scuola” prevede all'art. 22 punto f) l'accorpamento e la fusione dei servizi educativi (asili nido) con la scuola dell'infanzia.

In pratica è prevista la creazione di un nuovo settore che prevede la collocazione paritetica dei servizi educativi (di competenza degli Enti locali) con la Scuola dell'Infanzia.

Una vera e propria rivoluzione che modifica l'attuale collocazione pedagogica della scuola dell'Infanzia, oggi settore basilare ed importante all'interno di Istituti comprensivi. Il Governo Renzi vuole accelerare l'iter del progetto originario, quello più conosciuto col nome “0/6 anni”, con una delega inserita nel testo approvato dalla Camera e sottoposto all'esame del Senato.

Gli insegnati STATALI di Scuola dell'Infanzia temono un ritorno indietro negli anni e l'azzeramento dei grandi risultati, apprezzati dalle famiglie italiane, ottenuti con la Legge n. 444/68, che ha dato la nascita della Scuola dell'Infanzia.

Pur apprezzando l'impegno di “statalizzare” gli asili nido, per consentire una maggiore fruizione da parte delle famiglie e con costi meno esosi, CONTESTIAMO il paventato accorpamento della SCUOLA DELL'INFANZIA con questi servizi educativi, per le differenze notevoli tra i due settori.

Non possiamo accettare, dopo aver vinto concorsi pubblici per docenti, di convertire il nostro ruolo professionale in un altro che non ci appartiene, per studi, formazione ed esperienze acquisite.

Contestiamo le previste compresenze in attività comuni tra i due settori, in costituendi POLI PER L'INFANZIA che FORSE troveranno ospitalità marginale in Direzioni Didattiche o Istituti Comprensivi.

Strutture che saranno gestite e finanziate al 50% dallo Stato e dal 50% dagli Enti Locali.

Noi chiediamo, A VOCE ALTA, di potenziare la SCUOLA DELL'INFANZIA STATALE, con risorse aggiuntive e servizi garantiti dall'inizio di ogni anno scolastico. Come si può pensare ad un coinvolgimento degli Enti Locali quando nel Sud, nella nostra Provincia, nei nostri Comuni, i bilanci non possono garantire più i servizi di base, come la mensa scolastica?

Noi VOGLIAMO continuare nel nostro ruolo di scolarizzazione ed educazione dei bambini 3/6 anni, con un percorso in continuità verticale con la scuola primaria.

Chiediamo al SENATO un atto di saggezza e responsabilità: modificare l'articolo 23 e eliminare la delega al GOVERNO per non distruggere un settore che funziona, grazie anche al sacrificio di migliaia di docenti che svolgono le proprie attività ogni giorno con professionalità, passione ed entusiasmo in locali angusti, al freddo, con mense saltuarie, senza materiali didattici, comprando carta igienica e fazzoletti imbevuti.

Carissimi colleghi firmate e condividete con noi questo documento. Inviate o consegnate le firme a: Al Presidente del Consiglio dei Ministri Al Ministro alla Pubblica Istruzione Al Sottosegretario P.I. On. Faraone Ai Deputati Nazionali e ai Senatori della Repubblica Alle organizzazioni sindacali

Il documento

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