Ghizzoni. Bisogna escludere dal patto di stabilità l’edilizia scolastica

di Giulia Boffa
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GB – “Rendere finalmente operativa l’Anagrafe dell’edilizia scolastica quale strumento principale di conoscenza e programmazione ed escludere dal Patto di stabilità degli Enti locali le spese di intervento per edilizia scolastica”. Manuela Ghizzoni, deputata del Pd e vice presidente della commissione Cultura della Camera è intervenuta alla tavola rotonda organizzata da Cittadinanzattiva per la presentazione dell’11esimo rapporto su “Sicurezza, qualità, accessibilità a scuola”.

GB – “Rendere finalmente operativa l’Anagrafe dell’edilizia scolastica quale strumento principale di conoscenza e programmazione ed escludere dal Patto di stabilità degli Enti locali le spese di intervento per edilizia scolastica”. Manuela Ghizzoni, deputata del Pd e vice presidente della commissione Cultura della Camera è intervenuta alla tavola rotonda organizzata da Cittadinanzattiva per la presentazione dell’11esimo rapporto su “Sicurezza, qualità, accessibilità a scuola”.

“Rendere finalmente operativa l’Anagrafe dell’edilizia scolastica quale strumento principale di conoscenza e programmazione ed escludere dal Patto di stabilità degli Enti locali le spese di intervento per edilizia scolastica”, ha detto la Ghizzoni.

“Un primo passo è stato compiuto nel recente decreto sulla scuola – prosegue Ghizzoni -, nel quale sono messi a disposizione delle Regioni 40 milioni per la stipula di mutui trentennali per finanziare interventi in materia di edilizia scolastica con oneri di ammortamento a carico dello Stato. Si è quindi intrapreso un cammino che non può essere arrestato e che nella prossima legge di stabilità deve trovare una definitiva conferma. Come sempre il lavoro di Cittadinanzattiva è prezioso. In passato non è sempre stato utilizzato dalla politica ma oggi possiamo osservare con piacere che le cose stanno cambiando. Il Governo Letta invertendo la tendenza degli ultimi anni, ha deciso di stanziare fondi per l’edilizia scolastica”.

“Che il patrimonio edilizio scolastico italiano sia vetusto – prosegue Ghizzoni -, è cosa nota. Secondo i dati forniti dallo stesso Ministero dell’Istruzione, proprio nel corso di un’audizione tenutasi a luglio in Commissione su richiesta del Pd, il 44% delle scuole italiane è stato costruito tra il 1961 e il 1980, il 42% degli edifici è privo del certificato di agibilità e solo il 17,7% è in possesso di quello di prevenzione incendi. Bisogna intervenire e presto, e credo che il modello emiliano della ricostruzione post-sisma possa essere preso come esempio da seguire. Penso, quindi, che debbano fare scuola le modalità messe in atto in Emilia per fare bandi di gara europei con procedura accelerata, per costruire con attenzione ai materiali utilizzati, alla sicurezza, al superamento delle barriere architettoniche, all’efficientamento energetico, alle esigenze della moderna didattica e all’estetica”.

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