Gestire la classe. I conflitti tra gli studenti, 5 metodi: quando e come utilizzarli

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Come gestire i conflitti tra gli studenti? Torniamo a parlare di gestione della classe con 5 metodi che vi potranno tornare utili nella vostra pratica quotidiana.

Come gestire i conflitti tra gli studenti? Torniamo a parlare di gestione della classe con 5 metodi che vi potranno tornare utili nella vostra pratica quotidiana.

La direzione

In casi di conflitti tra studente, questo è il metodo più immediato, non negoziale, dove l'autorità dell'adulto interviene in modo netto sui conflitti. L'intervento mira a dare indicazioni bene precise, degli ordini, con lo scopo di fermare il conflitto. Ciò non vuol dire scortesia o autoritarismo, ma dare precisi ordini da far eseguire. E' bene utilizzare il metodo direttivo quando non c'è tempo per negoziare, quando c'è in gioco la sicurezza degli studenti, quando questi sono fuori controllo o hanno necessità di avere precise indicazioni per riprendere l'autocontrollo. Bisogna ricordare che in questo modo si interviene sull'indipendenza dello studente e può provocare risentimenti.

La mediazione

La mediazione ha come scopo di aiutare gli studenti ad elaborare il proprio conflitto, creandone le condizioni. Il mediatore deve incarnare il principio di onestà, non deve interrompere, non deve prendere le parti o additare. Lo scopo è di sviluppare la soluzione o scegliere la soluzione più praticabile per la risoluzione del conflitto. Sono, comunque, i contendenti a trovare la strada. Un metodo che richiede tempo e sforzo, ma che punta alla soluzione radicale del problema.

L'arbitraggio

A differenza della mediazione, l'arbitraggio comporta un ruolo attivo da parte del docente. Ascolta le parti e interviene indicando ai contendenti come gestire il conflitto. Se si dà alle persone in causa la possibilità di esprimere il proprio punto di vista, consente di raggiungere una soluzione in breve tempo. Anche se non si giunge alla soluzione profonda e radicale del conflitto.

La sentenza

Questo metodo è bene utilizzarlo quando il docente comprende che il conflitto richiede non una soluzione del problema, ma la determinazione di chi ha ragione o torto. In questi casi si ascoltano e valutano le "prove", quindi si passa al giudizio. L'equità del giudizio determinerà la credibilità del giudice. Ci dovrà essere necessariamente un vincitore ed un perdente oppure un vincitore o un quasi vincitore 😉

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