Gestione quarantena a scuola, regna la confusione: quali tamponi effettuare? La Dad si può attivare anche in attesa dell’esito? Cosa dice la normativa

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Da pochi giorni sono in vigore  le nuove regole per la gestione dei positivi a scuola, con l’obiettivo di mantenere il più possibile le lezioni in presenza. Queste nuove indicazioni da un lato garantiscono un assetto omogeneo su tutto il territorio nazionale, dall’altro tengono conto di uno scenario che è profondamente cambiato rispetto a un anno fa.

Non mancano, però, le criticità. Come già segnalato, le difficoltà si riscontrano, soprattutto, per la gestione del cosiddetto tampone 0 (da effettuare il prima possibile dal momento in cui si è stati informati dal referente scolastico covid-19/dirigente scolastico e grazie al quale se tutti i compagni di un positivo sono negativi rientrano a scuola). In alcuni casi però ci vorranno comunque 24-48 ore per fare l’esame e avere i risultati. Quindi, gli studenti staranno comunque a casa uno o due giorni a fare la Dad.

Un altro caso ci viene segnalato alla nostra redazione.

Ecco cosa scrive la nostra lettrice: “Ci siamo ritrovati, purtroppo, questo lunedì con la nostra maestra in quarantena causa COVID. La scuola scuola ha attivato il piano COVID allertando la Asl che, a sua volta, ha richiesto tutti i nominativi dei bambini e insegnanti che sono stati in contatto con la docente nelle 48 ore precedenti il tampone”.

Poi spiega: “La classe di mia figlia insieme ad un’altra classe sono state messe in “sorveglianza attiva” perché, in seguito alla nuova normativa, non si ricorre alla quarantena di tutta la classe se non ci sono 3 casi. Detto questo, la classe è da ieri a casa in isolamento perché non può tornare a scuola e resterà a casa fino a quando tutti i bambini non avranno effettuato un tampone che attesti la negatività da COVID. Naturalmente i bambini saranno sottoposti a tampone molecolare effettuato direttamente dalla Asl perché è essa deputato a farlo. Non potendo tornare a scuola dovranno stare a casa e quindi mi chiedo: perché non attivare la Dad anche solamente per pochi giorni proprio per non fare perdere a questi bambini dei giorni di scuola? Secondo la nuova normativa ministeriale la Dad si attiva solo in caso di quarantena ma, in fondo, i bambini stando a casa in attesa di tampone è come se stessero in quarantena!”

“Ulteriore confusione si è creata perché la scuola e la Asl dopo l’entrata in vigore della nuova normativa brancolano nel buio totale. Ci è arrivata lunedì pomeriggio, via mail, la circolare nella quale ci dicevano che per rientrare a scuola i bambini dovevano essere sottoposti a tampone molecolare della Asl e in attesa sarebbero stati a casa in sorveglianza. Invece nella mattinata di oggi ci è arrivata la notizia che, per rientrare a scuola, i bambini possono effettuare, in qualunque momento, anche un semplice tampone rapido antigenico in una farmacia o centro privato dietro pagamento in quanto per l’autorità sanitaria non c’è differenza tra tampone molecolare e tampone rapido antigenico. Morale: una piccolissima percentuale dei bambini farà il semplice tampone antigenico e tutti gli altri faranno il tampone molecolare proprio perché richiesto nella mail”.

“Mi chiedo: ma questa confusione sul tipo di tampone è dettata dal fatto che non conoscono la differenza tra i due tamponi o perché semplicemente nella normativa ministeriale non è spiegato realmente a quale tampone bisogna essere sottoposti in caso di sorveglianza attiva?

“Inoltre, se per la Asl i bambini possono rientrare a scuola effettuando un semplice tampone rapido, per quale motivo, invece, ha inviato a tutti noi genitori una mail con la quale si diceva che i bambini possono rientrare solo a seguito di tampone molecolare negativo effettuato da loro?”

Non esiste una procedura univoca sui tamponi. No Dad per attesa dell’esito

Il genitore, purtroppo, ha ragione, ma le nuove indicazioni, in tal senso, non sono univoche. C’è chi userà le Usca e chi manderà le famiglie in farmacia, chi spedirà il personale sanitario a scuola e chi indirizzerà verso i drive through.
Purtroppo ancora molte scuole si stanno organizzando e non riusciranno in tempi brevi a far scattare il nuovo sistema.

“I contatti individuati – si legge nella nota tecnica, possono effettuare – un test antigenico o molecolare, inclusi anche i test molecolari su campione salivare come da circolare del Ministero della Salute, gratuito e valido ai fini diagnostici nella tempistica prevista nella tabella stessa. ”

La modalità di prescrizione di tali test seguirà l’organizzazione regionale. A differenza di quanto è accaduto fino ad oggi, però, con le nuove norme sarà possibile programmare i tamponi a tutta la classe nel momento in cui si verifica un caso e, successivamente, a 5 giorni di distanza.

Sulla didattica a distanza, purtroppo, poco da fare: si attiva attualmente solo in caso di quarantena (oltre tre casi positivi) e non per l’attesa del tampone. Niente Dad nelle scuole primarie e secondarie nel caso ci sia uno solo positivo in classe (al contrario di quanto avvenuto sinora). Questo, almeno, fino a nuova disposizione ministeriale.

Nulla toglie che le scuole in base al proprio piano interno di Didattica digitale integrata attivino comunque la DAD, che rimane sempre il baluardo delle attività didattiche quando non è possibile svolgerle in presenza per motivazioni legate all’emergenza sanitaria.

In tutti gli scenari, è bene precisarlo, tutte le classi della scuola non interessate dalla presenza di positivi proseguono normalmente le attività scolastiche

Cosa prevede il protocollo

Le nuove regole sono indicate nella circolare congiunta ministero dell’Istruzione e ministero della Salute del 3 novembre, che si propone di standardizzare i comportamenti a livello nazionale.

Il documento prevede due scenari: quello relativo alla fascia d’età 0-6 anni, e quello delle scuole primarie (elementari) e secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori).

Il protocollo prevede provvedimenti – di responsabilità dell’autorità sanitaria – diversi a seconda della fascia d’età degli alunni e dello status vaccinale.

In presenza di un caso positivo, i compagni di classe faranno un test il prima possibile, definito “T0”, e se il risultato è negativo si potrà rientrare a scuola, e poi uno dopo 5 giorni.

Nel caso di due positivi i vaccinati o negativizzati negli ultimi 6 mesi faranno la sorveglianza con testing, mentre i non vaccinati la quarantena.

Nel caso di tre positivi andrà in quarantena tutta la classe (ma con quarantena di 7 giorni per i vaccinati e i guariti, di 10 per gli altri) con l’attivazione della Dad.

Il preside sospende “in via eccezionale ed urgente” le lezioni nel caso in cui le autorità sanitarie “siano impossibilitate ad intervenire tempestivamente”.

Il dirigente scolastico agirà in base ad una serie di indicazioni predeterminate, dettate dalla circolare ministeriale: informa la Asl, individua i “contatti scolastici” e per loro sospende temporaneamente le lezioni, “trasmette ai contatti scolastici le indicazioni standardizzate preventivamente predisposte dal DdP” e “segnala al DdP i contatti scolastici individuati”. I dati sui vaccinati non sono nella disponibilità della scuola e “quindi non vanno trattati”.

I DOCUMENTI UTILI

NOTA TECNICA

NOTA DI ACCOMPAGNAMENTO

Gestione quarantena scuola, i cinque compiti del dirigente scolastico. Ecco cosa fare per evitare problemi di privacy. NOTA [PDF]

Nuova quarantena a scuola, chi sono i “contatti scolastici” che dovrà individuare il dirigente scolastico in caso di positivo in classe?

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