La Germania e l’istruzione classista: i ceti più alti sono i meglio istruiti anche se alla scuola va il 9,5% del PIL ( 4,7% in Italia)

di Giulia Boffa
ipsef

Red – La Germania è sotto accusa: solo i ceti sociali più alti hanno maggiori chance di avere risultati brillanti a scuola, i bambini dei ceti sociali bassi restano indietro nelle competenze di lettura di almeno un anno.

La ricerca è stata condotta dalla Fondazione Bertelsmann, che ha confermato quanto contenuto nello studio PISA per la valutazione internazionale dell’allievo di circa 10 anni fa.

Red – La Germania è sotto accusa: solo i ceti sociali più alti hanno maggiori chance di avere risultati brillanti a scuola, i bambini dei ceti sociali bassi restano indietro nelle competenze di lettura di almeno un anno.

La ricerca è stata condotta dalla Fondazione Bertelsmann, che ha confermato quanto contenuto nello studio PISA per la valutazione internazionale dell’allievo di circa 10 anni fa.

In Länder come la Baviera o Amburgo tale divario supera addirittura un anno. Lo sviluppo della scuola a tempo pieno procede a stento e , nonostante gli sforzi a favore di una maggiore inclusione, non è diminuito in modo sensibile il peso delle Förderschulen, le scuole differenziali di sostegno agli alunni con difficoltà scolastiche e di apprendimento: tra i ragazzi che hanno bisogno del sostegno, in Germania, solo uno su quattro frequenta una scuola regolare, tuttavia dal 2009/2010 la quota di quelli iscritti a un istituto differenziale è scesa appena dal 5 al 4,8%.

Un altro dato importante ed evidenziato da altre ricerche è il livello sociale e d’istruzione dei genitori che influenza in modo determinante il tipo di scuola frequentato dai figli: così, ad esempio, secondo un’indagine del 2010 del Max-Planck-Institut per la ricerca educativa le chance dei ragazzi provenienti da un ceto elevato di andare al liceo sono il triplo di quelle dei loro coetanei da famiglie operaie. Non solo, ma in Germania il sistema scolastico sembra permeabile in un solo senso: verso il basso: i ragazzi che si trasferiscono da una scuola di livello inferiore a una di livello più alto – ad esempio da una Hauptschule, cioè un istituto più a indirizzo professionale, ad un liceo – sono molti di meno di quelli che fanno il percorso inverso: per ogni alunno che “sale” ce ne sono 4,2 che “scendono” di livello.

In miglioramento l’abbandono scolastico: dal 2009 la percentuale dei ragazzi che lasciano la scuola è scesa dal 6,9 al 6,2%, mentre la quota di coloro che ottengono un titolo che dà diritto ad accedere all’università è salito al livello record del 51,1%, anche se ci sono forti differenze tra i vari Land.

In due anni la percentuale di coloro che ripetono una classe nella scuola secondaria è scesa dal 2,9% del 2010 al 2,7%.

L’Ufficio tedesco di statistica (Destatis) ha comunicato che nel 2011 la Germania ha investito 245,1 miliardi di euro in istruzione e formazione, ricerca e scienza, cioè il 4,5% in più rispetto al 2010:  in pratica la Repubblica federale destinava nel 2011 il 9,5% a istruzione e formazione, ricerca e scienza, contro il 9,4% del 2010.

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