Genitori: tornare in classe, l’isolamento crea diseguaglianze. INTERVISTA

Il tema della riapertura delle scuole è stato uno degli argomenti principali di discussione di questa strana estate caratterizzata dall’emergenza Coronavirus. Ancora sono tanti i dubbi e le incertezze che avvolgono la fase della riapertura scolastica, ne abbiamo parlato con Rosaria D’anna, Presidente di AGE, Associazione italiana Genitori.

Siamo a fine Agosto e la scuola si appresta a riaprire dopo la fase di Lockdown dovuta al Covid-19, Presidente D’anna, in qualità di Associazione Genitori AGE, ci può dire qual è lo stato d’animo delle famiglie?

Sicuramente le preoccupazioni sono tante, come Associazione Genitori ci preme conoscere quale sia l’organizzazione che si vorrà adottare, in particolare per quanto riguarda l’articolazione dell’orario delle lezioni e la sicurezza durante la permanenza all’interno delle istituzione scolastiche di ogni ordine e grado.

Negli ultimi giorni tornano a risalire i contagi. Da più parti vengono date rassicurazioni sulla riapertura della scuola, si studiano azioni che potrebbero coinvolgere direttamente le famiglie, come ad esempio la misurazione della temperatura, cosa ne pensate di queste indicazioni?

L’aumento dei contagi desta preoccupazioni, non potrebbe essere altrimenti, ma siamo fiduciosi che con le dovute misure preventive e considerati gli scenari che sono al vaglio del Ministero, paradossalmente la Scuola potrebbe essere considerato un luogo sicuro. Purtroppo assistiamo continuamente a scene in cui la cautela è scarsa, se non addirittura assente, soprattutto in termini di distanziamento. Diciamo che in questa estate non abbiamo visto troppa diligenza.

L’AGE ha richiesto un incontro urgente di confronto con il Ministero, la Ministra Azzolina ha convocato una riunione nei prossimi giorni con tutte le associazioni accreditate, quali sono le vostre preoccupazioni e quali proposte intendete avanzare come AGE?

Come Age abbiamo sempre interloquito e collaborato con le istituzione, ma questo non ci ha esulato dal rappresentare le nostre perplessità su alcune azioni intraprese e tutto questo nel tentativo di arrivare a soluzioni il più efficaci possibili. Fin dall’inizio della chiusura delle Scuole AGE ha ribadito più volte la necessità di attuare il prima possibile piani per la ripresa delle attività scolastiche in presenza; invece abbiamo aspettato anche troppo assistendo ad indecisioni e ripensamenti anche su interventi che avevamo suggerito, come ad esempio che per gli alunni degli ultimi cicli fosse stato possibile il rientro per le attività in presenza già dal mese di Maggio, purtroppo questo non è stato possibile. Detto ciò, sicuramente saremo sempre a disposizione per la migliore collaborazione possibile con le istituzioni scolastiche a tutti i livelli per permettere la riapertura delle scuole, sono le Famiglie che chiedono il rientro a Scuola per i propri figli.

La didattica a distanza ha visto molte famiglie in difficoltà, in particolare quelle con figli con Bisogni Educativi Speciali e con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, cosa chiedete al ministero per arginare queste disuguaglianze?

Troppi alunni sono rimasti indietro a causa di svariate difficoltà, lo abbiamo ampiamente argomentato ponendo l’attenzione verso quelle fasce sensibili che hanno bisogno di sostegno e accompagnamento didattico. Questi ragazzi hanno bisogno di presenza a Scuola, dove possano essere seguiti adeguatamente e dove possono integrarsi socializzando con i propri compagni di classe. L’isolamento che abbiamo vissuto ha creato troppe disuguaglianze e difficoltà preoccupanti creando gap difficilmente colmabili.

Il rischio di chiusure, anche se localizzate, potrebbe mettere in difficoltà molte famiglie, soprattutto quelle dove lavorano entrambi i genitori, quali interventi chiedete al Governo?

Le Famiglie ormai sia dal punto di vista economico che organizzativo sono molto in difficoltà e gli scenari futuri che si ravvisano non promettono niente di buono. Non è possibile che non si tenga conto del fondamentale ruolo che le Famiglie occupano nella nostra società. È chiaro che riuscire a coniugare i tempi lavorativi con il tempo Scuola agevolerebbe tantissimo l’organizzazione della vita Familiare, cosa che al momento è ancora troppo incerta. Non dimentichiamo che anche chi ha svolto attività lavorativa da casa, mediante lo smartworking, ha avuto enormi difficoltà nel districarsi tra lavoro e didattica a distanza dei propri figli (DAD) i cui tempi spesso coincidevano.

L’AGE è la principale Associazione di rappresentanza delle famiglie, come procede il vostro confronto con le istituzioni scolastiche? In questa fase particolare siete riusciti a collaborare?

Age fortunatamente ha ottimi rapporti di collaborazione e di interazione con le Istituzioni Scolastiche, che ci coinvolgono e con cui siamo impegnati sui territori per l’organizzazione dell’inizio dell’anno Scolastico, interagendo non solo con i DS ma anche con i Genitori Rappresentati d’Istituto supportandoli con la nostra esperienza e la nostra rete territoriale

Negli ultimi 20 anni ci sono state 4 riforme della scuola, ma nonostante ciò ancora molto c’è da fare. Inoltre il mondo della scuola in questi anni ha sempre registrato tagli, sia di personale che di fondi. La crisi dovuta al Covid-19 potrebbe rappresentare l’occasione per tornare ad investire sulla scuola e a realizzare una riforma che possa rimediare in maniera concreta alla crisi di questo settore?

Come Age è da diversi anni che auspichiamo a riforme che possano rendere la Scuola sicura, professionalmente di qualità e a misura di tutti. Infatti la tanta auspicata riduzione degli alunni per classe e il potenziamento del personale potrebbe essere già un primo passo per organizzare la migliore Scuola futura. Non so se il Covid-19 potrà essere un occasione, ma sicuramente speriamo che per la Scuola Italiana non si sprechino ne più fondi ne opportunità.

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