Genitori si rivolgono al Capo dello Stato e al Governo per ottenere la promozione della figlia

di redazione
ipsef

Dopo la bocciatura nel 2008/09 in sede di scrutini da parte del Consiglio di classe, i genitori di un’alunna non ammessa alla seconda classe della scuola media statale «Luciani» di Ascoli Piceno hanno presentato ricorso straordinario al Capo dello Stato, chiedendo l’annullamento del documento di valutazione. L’on. Ciccanti (UDC) ha presentato una interrogazione parlamentare al riguardo. Pubblichiamo la risposta del sosttosegretario Pizza

Dopo la bocciatura nel 2008/09 in sede di scrutini da parte del Consiglio di classe, i genitori di un’alunna non ammessa alla seconda classe della scuola media statale «Luciani» di Ascoli Piceno hanno presentato ricorso straordinario al Capo dello Stato, chiedendo l’annullamento del documento di valutazione. L’on. Ciccanti (UDC) ha presentato una interrogazione parlamentare al riguardo. Pubblichiamo la risposta del sosttosegretario Pizza

Ciccanti: Sulla valutazione di un’alunna della scuola media statale «Luciani» di Ascoli Piceno.

L’allieva, alla quale fa riferimento l’Onorevole interrogante, nell’anno scolastico 2008/2009 ha frequentato la prima classe – sezione D – della scuola media statale «Luciani» di Ascoli Piceno.
In sede di valutazione finale l’allieva medesima non è stata ammessa alla classe successiva (seconda media) con decisione adottata a maggioranza dal consiglio di classe. Avverso il giudizio di non ammissione i genitori hanno presentato ricorso straordinario al Capo dello Stato, chiedendo l’annullamento del documento di valutazione.
Al riguardo faccio presente che l’esito complessivo della valutazione di un alunno è prerogativa del consiglio di classe; il criterio della collegialità costituisce una importante garanzia a tutela dell’alunno.
La valutazione del consiglio di classe, in sede di scrutini scolastici, è insindacabile nel merito mentre è sindacabile, in sede di legittimità, per difetto di motivazione, di istruttoria e sotto il profilo dell’illogicità manifesta.

L’ufficio scolastico regionale per le Marche ha fatto presente che il giudizio finale del consiglio di classe della prima D risulta essere stato espresso in modo corretto, coerente con le risultanze degli atti scolastici, e adottato a maggioranza con sette voti favorevoli e tre contrari.

Il voto del dirigente scolastico, presidente del consiglio di classe non avrebbe potuto modificare l’esito finale.
Nel caso in esame, ad avviso dell’ufficio scolastico regionale, non emergono vizi logico-giuridici che evidenzino la contraddittorietà o l’incongruenza dell’atto impugnato rispetto all’obiettiva situazione di fatto dell’alunna. I voti di grave insufficienza conseguiti dall’alunna in sede di scrutinio finale sono inequivocabili in ordine al mancato raggiungimento degli obiettivi scolastici minimi, indispensabili per il passaggio di classe.

In sede di valutazione finale il consiglio di classe ha tenuto conto del generale andamento scolastico dell’alunna. Il negativo giudizio scaturisce dalle gravi lacune presenti in diverse discipline, dalle difficoltà di comunicazione ed espositive dell’alunna, dal metodo di apprendimento superficiale e dagli atteggiamenti evasivi dell’alunna di fronte all’impegno scolastico e alle proprie responsabilità di allieva; in conclusione il consiglio di classe ha osservato che «.. L’alunna non ha fatto registrare significativi progressi specie nelle aree teoriche e cognitive nonostante le attività di recupero proposte quotidianamente nelle ore curricolari».

«I docenti affermano che la non ammissione darà l’opportunità all’alunna di colmare le carenze, sviluppare il senso di responsabilità e di orientamento all’interno dell’organizzazione scolastica».
Aggiungasi che il medesimo consesso ha effettuato le proprie valutazioni sulla base di criteri già precedentemente fissati quali il processo di maturazione dell’alunno rispetto alla situazione di partenza, la partecipazione, l’interesse, l’impegno, il metodo di lavoro, il livello delle conoscenze, le abilità e competenze acquisite, le attività curricolari e/o extra curricolari di recupero.
Con riferimento ai detti criteri, il consiglio ha quindi deliberato a maggioranza di non ammettere l’alunna alla classe successiva esprimendosi con una esauriente motivazione nella seduta del 4 giugno 2009 dalla quale emerge in modo chiaro il percorso seguito dai docenti.

Per quanto attiene al voto di condotta il consiglio di classe ha seguito, per tutti gli alunni, gli indicatori contenuti in una griglia che costituiscono un punto di riferimento per assegnare il voto al singolo studente.

L’ufficio scolastico regionale ha evidenziato anche che nella scuola media in questione, di norma con cadenza mensile, oltre alla ordinaria attività di insegnamento-apprendimento, i docenti nel corso dell’anno scolastico 2008/2009, hanno effettuato – per tutti gli alunni, compresa l’allieva in questione, innumerevoli prove di verifica, relative ai diversi insegnamenti (36 prove scritte oltre alle prove orali, osservazioni sistematiche, annotazioni varie riportate sui documenti agli atti dell’istituto).

Gli stessi docenti hanno anche partecipato alla realizzazione di molteplici iniziative educativo/didattiche deliberate dai competenti organi collegiali, appositamente predisposte, da più anni, allo scopo di favorire l’iniziale migliore inserimento degli alunni delle classi prime al momento del passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di I grado.

Tutto ciò in ottemperanza alle vigenti disposizioni che prevedono che siano effettuate verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità dell’offerta formativa, che, per quanto riguarda la scuola in questione, è stata ampliata anche mediante la realizzazione di attività non curricolari quali ad esempio, il «Progetto Accoglienza» e il «Progetto Lettura».
Il primo progetto, ha visto coinvolti tutti gli alunni del primo anno in attività formative con uscite nel territorio allo scopo di promuovere lo sviluppo di ulteriori, significative competenze sul piano «sociale/interpersonale» attraverso un percorso di educazione ambientale.

Il secondo progetto, sempre rivolto alle classi prime, è stato adottato proponendo percorsi educativo/didattici sia nel contesto classe che a classi aperte anche con la presenza di allievi delle locali scuole primarie al fine di accrescere le conoscenze, le abilità e le competenze di tutti e di ognuno, tramite un percorso formativo appositamente progettato nell’ottica della «Continuità Verticale» tra i due diversi ordini di scuola interessati.

Ulteriori, efficaci iniziative sono state proposte agli allievi sia nell’ambito della frequenza scolastica obbligatoria che in quella relativa all’ampliamento dell’offerta formativa, in linea con il piano dell’offerta formativa, ricco e ampiamente articolato, atto ad offrire ai giovani utenti interessati le migliori occasioni per trovare nella scuola un «ambiente sereno di apprendimento», un «luogo di promozione culturale» e di «crescita integrale della persona umana».

I docenti della classe prima D hanno curato i rapporti con i genitori dell’alunna in questione in modo regolare, costante, in linea anche con le modalità decise, per quanto di competenza, dal collegio dei docenti, informando gli stessi genitori sui risultati qualitativi e quantitativi dell’apprendimento dell’allieva e fornendo, pure, all’occorrenza, in molteplici occasioni, opportuni, idonei suggerimenti, indicazioni e pareri per l’auspicabile, migliore condivisione di intenti educativi tra Scuola e Famiglia.

Nella scuola risulta essere operante, da più anni, anche un servizio di consulenza psico-pedagogica al quale possono accedere, in ogni caso, le diverse componenti scolastiche (alunni, genitori, docenti). Appare evidente che il servizio in parola, rappresenta, per gli utenti, un valido elemento di supporto per affrontare le eventuali problematiche che possono presentarsi nel corso della vita scolastica.
Tra l’altro, l’istituzione scolastica si è adoperata a sottoscrivere il Patto educativo di corresponsabilità, strumento attraverso il quale le due parti (Scuola-Famiglia) si impegnano a condividere diritti e doveri per realizzare una efficace formazione degli studenti.

Nel piano dell’offerta formativa della scuola sono contenuti progetti/attività di recupero.
In particolare, l’alunna ha avuto, nelle ore di insegnamento curricolari, non pochi percorsi personalizzati per richiami e recuperi, organizzati di volta in volta, di concerto, dai rispettivi insegnanti. Tra tali interventi, riportati sui registri, figurano:

  • attività guidate a crescente livello di difficoltà;
  • inserimento in gruppi di lavoro motivati;
  • allungamento dei tempi di assimilazione dei contenuti;
  • controllo sistematico dei compiti svolti a casa e del materiale;
  • esercitazioni per migliorare metodo di lavoro;
  • iniziative di recupero/consolidamento delle conoscenze e delle abilità.

Si ritiene che i metodi seguiti dagli insegnanti non possono essere in alcun modo contestati anche perché all’alunna è stato concesso di potersi applicare in un clima sereno e favorevole, anche mediante le periodiche, opportune e necessarie informazioni alla famiglia.

Pertanto gli insegnanti del consiglio di classe della prima D hanno espletato la loro funzione nel rispetto delle disposizioni riguardanti l’ordinamento proprio della scuola secondaria di grado.

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