Genitori sì, genitori no. Lettera

di redazione
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Inviato da Persico Luca – Argomento stucchevole quello che vuole più partecipazione dei genitori alle vicende scolastiche. Sembra di vedere i partiti che alle elezioni vogliono il massimo della partecipazione del popolo, ma quando poi si torna nel tran tran della vita di partito, meno gente c’è meglio è (così si traffica meglio).

Credo che la scarsa partecipazione dei genitori alla sorte della scuola dei loro figli discenda sicuramente da quell’individualismo o da quella presuntuosa autoreferenzialità così diffusa ai giorni nostri.

Tuttavia non va dimenticato che qualsiasi realtà organizzata di umani ami ricevere apprezzamenti generici nei momenti di formale incontro (non conflittuali), ma non ami invece che gli esterni mettano troppo il naso nelle faccende interne.

Ecco perché anche gli insegnanti rimangono male se i genitori non vanno a rappresentare o a votare (e perciò questi ultimi sembra che dicano: “Scuola tu mi obblighi ma non vali niente, non ti stimo”), ma gli insegnanti rimangono altrettanto male quando certi genitori vanno a chiedere chiarimenti su nefandezze compiute dall’istituzione (l’ultima, per esempio, riguarda il rapporto Ocse sull’equità nell’istruzione – solo il 12% degli svantaggiati va bene a scuola. Alla faccia dell’inclusione!). Ecco, assemblee con i genitori in cui si parla anche solo di questo rapporto verrebbero disattese proprio dagli insegnanti….

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