Genitori separati e scuola privata: le spese sono a metà anche se uno dei due non è d’accordo

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Cosa accade quando due genitori separati non sono d’accordo sulla frequentazione della scuola privata dei figli? Le spese si suddividono in parti uguali in ogni caso?

Cosa accade quando due genitori separati non sono d’accordo sulla frequentazione della scuola privata dei figli? Le spese si suddividono in parti uguali in ogni caso?

L’ordinanza 4182 del 2 marzo 2016 della Corte di Cassazione afferma che il genitore non affidatario è tenuto al pagamento delle spese sostenute per la frequenza della scuola privata del figlio nella misura del 50% anche qualora abbia espresso parere contrario alla frequenza di tale scuola.




All’origine della sentenza c’è il mancato accordo tra due genitori separati sulle scelte concernenti l’istruzione del figlio minore. La madre affidataria del minore aveva proposto al padre di iscriverlo in una scuola privata per permettergli di recuperare il ritardo scolastico. Nonostante il parere contrario del padre la madre ha iscritto lo stesso il figlio nella scuola privata scelta rivolgendosi al giudice per ottenere il pagamento da parte del padre del 50% delle spese sostenute. Il padre, che sosteneva che una scelta importante come quella concernente l’educazione del figlio, andava presa di comune accordo tra i due genitori ma la Corte di cassazione ha espresso un parere diverso per due motivi fondamentali: da una parte nell’ordinanza di separazione non è specificato che le spese scolastiche vadano concordate tra i due genitori dall’altra il fatto che la scelta effettuata deve sempre rispondere all’interesse del minore. Non avendo il padre specificato per quale motivo si reputasse contrario alla scelta della scuola privata, è prevalsa la ragione della madre che nell’interesse del recupero scolastico del figlio aveva scelto tale scuola. La Corte, quindi, afferma che non c’è “obbligo di concertazione preventiva fra i coniugi al fine di poter effettuare le spese straordinarie che corrispondano al maggior interesse dei figli”. 

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