Genitori sempre pronti al ricorso. Dirigere la scuola e insegnare diventa complesso

di redazione
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Di ieri la notizia relativa alla sentenza che ha riammesso in III media uno studente, con la motivazione che l’andamento didattico dell’alunno veniva comunicato soltanto alla madre e non anche al padre (affidatario come la madre).

Studente bocciato dal consiglio di classe e promosso dal TAR: papà non era informato dell’andamento del figlio

Gli insegnanti devono svolgere la didattica e valutare, i genitori sempre più spesso non accettano le modalità di insegnamento e di conseguenza la valutazione dei figli. Oggi su Repubblica i commenti dei Dirigenti Scolastici.

Gregorio Iannaccone (ANDIS) afferma “Il Tar non dovrebbe mettere le mani nella scuola” e commenta così sulle pagine di Repubblica la sentenza del TAR di Gorizia “La sentenza, basata tutta sulla mancata informazione, è ardita. La scuola informa sulle strategie da mettere in campo per superare problemi didattici e comportamentali, poi tocca ai genitori. I colloqui con le famiglie sono pubblici, sul sito della scuola. Un padre che davvero vuole seguire il figlio, può farlo. C’è un calendario di ricevimento, si può andare a colloquio con i professori due, tre, quattro volte. Tutte le settimane. L’intervento della magistratura a scuola è una questione difficile e complessa, rischia di creare nuovi problemi nel quotidiano. Le questioni di educazione non si possono risolvere per via giudiziaria”.

La Dirigente Maria Pia Nuccitelli, ora alla guida dell’Istituto Comprensivo Via Micheli chiude “I dirigenti scolastici oggi sono travolti dalle incombenze. Sicurezza a scuola, vaccinazioni, gite. E la ricorsite dei genitori è arrivata a un livello di allarme. La scuola di Gorizia, però, ha commesso un errore gravissimo. Di fronte a brutti voti e assenze del figlio i docenti devono convocare entrambi i genitori”.

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