Genitori ricorrono contro bocciatura figlio. Giudici: “pretestuoso” e pagano 2mila euro alla scuola

di
ipsef

La notizia è stata fornita dal Messagero Veneto e il fatto è accaduto ad Udine. I genitori di uno studente hanno fatto ricorso al Tar impugnando la bocciatura del figlio.

La notizia è stata fornita dal Messagero Veneto e il fatto è accaduto ad Udine. I genitori di uno studente hanno fatto ricorso al Tar impugnando la bocciatura del figlio.

Il giudizio dei giudici è stato impietoso. Davanti ai verbali che mettevano in evidenza un calo progressivo del rendimento dello studente, evidenziato da insufficienze plurime e dalla sottolineature di un disinteresse per la scuola, a nulla sono valse le argomentazioni dei genitori.

"Nelle verifiche di matematica, fisica, latino e scienze – dicono i giudici – ha conseguito, pressoché costantemente, voti insufficienti o gravemente insufficienti, non ha dimostrato particolare interesse a recuperare l’insufficienza in matematica riportata nel primo quadrimestre, in una materia caratterizzante lo specifico corso di studi seguito. Anche perché è documentato che il giovane si è prenotato per dieci incontri da un’ora ciascuno con vari docenti e si è presentato soltanto a tre incontri, senza preoccuparsi di avvisare che sarebbe stato assente".

Non manca una bacchettata anche ai genitori. "Desta perplessità scrivono i giudici –  che i ricorrenti manifestino stupore di fronte al giudizio conclusivo emesso nei confronti del loro figliuolo", dal momento che l’andamento del figliolo "sarebbe dovuto essere loro ben noto, altro non fosse per il dovere gravante sui genitori di dare assistenza morale ai propri figli, nel cui ambito pare possa trovare spazio anche il dovere di vigilare costantemente sul loro comportamento e andamento scolastico, al fine di apprestare, in caso di necessità, tempestivi e idonei interventi correttivi o di sostegno".

Per leggere tutto l’articolo

Versione stampabile
anief anief voglioinsegnare