I genitori non possono richiedere la conferma del supplente anche per l’anno successivo

Di Lalla
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red – Come ogni anno, a conclusione delle attività didattiche, riceviamo le richieste da parte dei genitori, soprattutto di scuola primaria, che ci chiedono consigli sullla possibilità di riconfermare sulla stessa supplenza il docente che ha seguito i loro figli nell’ultimo anno scolastico.

red – Come ogni anno, a conclusione delle attività didattiche, riceviamo le richieste da parte dei genitori, soprattutto di scuola primaria, che ci chiedono consigli sullla possibilità di riconfermare sulla stessa supplenza il docente che ha seguito i loro figli nell’ultimo anno scolastico.

I genitori sono consapevoli che "i Dirigenti Scolastici non hanno potere in questo senso", nè è possibile inoltrare richiesta all’Ufficio Scolastico (ex Provveditorato) per mantenere in servizio nella classe dei propri figli il docente "bravo", ma assunto con contratto a tempo determinato. Le motivazioni addotte dai genitori sono spesso l’ottimo andamento della classe e il bellissimo rapporto creato fra bambini e insegnanti.

La richiesta, pur essendo comprensibile dal punto di vista umano, non può essere accolta sotto il profilo normativo. L’attuale legislazione scolastica non prevede infatti l’assunzione diretta dei docenti, ma lo scorrimento di determinate graduatorie (sia per i docenti di ruolo che per i precari), che garantiscono annualmente la copertura dei posti vacanti.

Una sorta di "chiamata diretta" dei docenti in realtà è un argomento al centro dei pensieri del Ministro, seppure con contorni ancora non definiti. Il Ministro infatti non ha ancora presentato il suo progetto, ma qualcosa in questi mesi è già trapelato. L’idea è di permettere alle reti di scuole di bandire i concorsi e gestire l’organico come rete. Ma il confronto dovrà avvenire con i sindacati, ha detto il Ministro. Reclutamento, in futuro solo concorsi. Organici funzionali, docenti di ruolo a disposizione di reti di scuole? Potere ai Presidi. Intanto TFA secondo ciclo

Ad oggi l’unica possibilità affinche il docente torni ad essere insegnante delle classi dell’anno precedente è che il posto rimanga vuoto nelle operazioni dei docenti a tempo indeterminato (mobilità/utilizzazioni/assegnazioni provvisorie) e non venga scelto da colleghi in posizione migliore in graduatoria.

Tuttavia sarebbe bene riflettere anche sul fatto che non sempre la rotazione di più insegnanti nella classe è negativa. I bambini sono influenzati anche dal contesto, per cui se l’arrivo del nuovo insegnante è contraddistinto unicamente dal rimpianto per il precedente, è difficile riuscire a creare un nuovo clima collaborativo. Se invece il nuovo insegnante è visto come risorsa, come figura importante (chissà con quante altre figure i bambini saranno chiamati a confrontarsi nel corso della vita), allora il rapporto fra insegnante e alunno potrà essere altrettanto bello e formativo.

E’ fuor di dubbio che l’insegnante "richiesto" dalle famiglie, apprezzato dal contesto lavorativo, riceverà sicuramente gratificazione dall’attestazione dei bambini e dei genitori.

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