Genitori si lamentano della docente, il Dirigente la sospende. I giudici: ci vogliono testimonianze dirette

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GB – Una docente dell’infanzia supplente in una scuola della provincia di Milano è stata risarcita con il pagamento dello stipendio e gli è stata annullata la sanzione disciplinare inflitta dal dirigente scolastico, che consisteva il 10 giorni di sospensione.

Il Giudice del Lavoro nella sua sentenza ha eccepito che è onere del datore di lavoro “provare in giudizio la sussistenza degli addebiti contestati, la loro rilevanza disciplinare e la loro proporzionalità con la sanzione irrogata”.

GB – Una docente dell’infanzia supplente in una scuola della provincia di Milano è stata risarcita con il pagamento dello stipendio e gli è stata annullata la sanzione disciplinare inflitta dal dirigente scolastico, che consisteva il 10 giorni di sospensione.

Il Giudice del Lavoro nella sua sentenza ha eccepito che è onere del datore di lavoro “provare in giudizio la sussistenza degli addebiti contestati, la loro rilevanza disciplinare e la loro proporzionalità con la sanzione irrogata”.

Il dirigente non ha neanche portato testimonianze dirette, infatti le sole lamentele dei genitori non hanno valore probatorio, in quanto provenivano dai commenti e sensazioni di alunni minori, talvolta anche contradditori. In effetti si è provato poi che le stesse lamentele dei genitori non riguardavano la didattica della docente in questione, ma erano riferite ad altri problemi, quali la mancanza di continuità didattica per i continui cambi di docenti.

La scuola è stata pertanto condannata a risarcire la supplente in ragione dei compensi professionali e accessori di legge per i 10 giorn di sospensione ritenuti illegittimi.
 

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