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Genitori, figli e primo giorno di scuola: un’Uda per l’Infanzia che coinvolge i genitori

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Il bambino può essere ansioso rispetto alla circostanza, davvero inusuale quest’anno, relativa al che cosa aspettarsi il primo giorno di scuola. Sarà come lo scorso settembre? Qualcosa è cambiata sul serio? Distanziamento o mascherine?v

Un ruolo determinante, comunque, lo hanno i genitori capaci come sono di trovare il modo sempre più adatto per tranquillizzare e stemperare le preoccupazioni quest’anno ancora più visibili degli alunni piccoli e piccolissimi.

Meglio partire dalle loro paure

Se è vero questo il problema, ovvero la pregressa esperienza dell’anno scolastico 2020-2021, un modo per aiutarli potrebbe essere quello di parlare loro facendo leva proprio sulle proprie paure:

  • chiarire come procederanno in questa nuova avventura che li attende, nonostante la variante delta, cosa faranno una volta giunti a scuola, e per quanto tempo saranno costretti a vivere questa situazione di precarietà
  • dare risposta certe, reali, circostanziate, alle loro tante domande, e chiarire possibili timori domandando che cosa pensano che la scuola possa essere e come possa essere.

Vicinanza, affetto, ascolto: le strategie vincenti

Basta solo questo? No, assolutamente. Serve dell’altro, ad esempio:

  • ingrandire le cose che piace fare loro a scuola (tranne per le prime classi) o che hanno fatto nel ciclo precedente (la scuola dell’infanzia, ad esempio, o il nido, per i piccolissimi; stessa cosa per il transito dall’Infanzia alla Primaria o da questa alla Secondaria di Primo grado);
  • dire loro che nei primi giorni o nelle prime settimane sarà un familiare caro, a loro molto gradito (il nonno o la nonna, ad esempio) sarà lì ad attenderli, a fine giornata. È un modo assai piacevole per concludere la mattinata e iniziare, specie sul finire dell’Estate, un pomeriggio movimentato, fatto non solo di compiti;
  • l’importante è, comunque, non respingere mai, in qualunque situazione si propongano, le paure della bambina o del bambino; cose che sembrano ovvie o risapute per un adulto ma che appaiono di difficile sopportazione per un bambino, ad esempio, di sei anni.

Le competenze pratiche aiutano molto ed evitano lo stress da ritorni a scuola

I bambini hanno già sperimentato, per due consecutivi anni scolastici, la scuola dell’apprendimenti misto; la scuola che guarda alla DaD con diffidenza ma con necessaria fiducia. Si tratta per loro di una forma di apprendimento a cui non sono molto propensi (la ritengono, talvolta, una esperienza stressante) ma che hanno compreso bene, che vivono con attenzione, con curiosità.

Serve trovare quelle strategie adeguate a rendere meno complesso il passaggio dalle vacanze alle aule delle incertezze, dei distanziamenti (forse) e delle mascherine (quasi certamente).

Come aiutare il bambino a entrare nel giusto stato d’animo e ad aumentare la sua fiducia?

Giochi, giochi di ruolo e lettura a casa possono aiutare il vostro bambino, la vostra bambina, ad acquisire e far suo quel giusto stato d’animo per dar via al nuovo anno scolastico e ad aumentare la loro fiducia.

Le attività che potrebbero (meglio, dovrebbero) essere indirizzate al bambino potrebbero includere:

  • giochi che coinvolgano a turno altri bimbi o parlare di fronte a un gruppo;
  • giocare con bambini di un’età simile per sviluppare abilità sociali;
  • leggere libri o letture che parlano dei tanti primi giorni di scuola e del come iniziare la scuola;
  • utilizzando i giocattoli preferiti del bambino per giocare a giochi di ruolo i primi giorni di scuola;
  • realizzare pittura e disegno, che comporti il sedersi per brevi periodi di tempo e l’emozionarsi di fronte ai risultati sorprendenti.

Giorni che precedono l’inizio della scuola

In vista del primo giorno di scuola, sfruttando la pausa estiva, è possibile:

  • appassionare il bambino nella scelta di oggetti di cui hanno bisogno come borse scolastiche, camici, zaino, astucci, colori e quadernoni;
  • visitare la scuola, dall’esterno, con il bambino in modo che familiarizzi con l’edificio e la zona dove è ubicata;
  • utilizzare quelle associazioni e/o quegli enti (quasi sempre privati) per semplificare il transito del bambino a scuola; si potrebbe, ad esempio, iniziare con alcuni appuntamenti estivi (quelli che organizzano al mare, ai laghi, al fiume o in campagna) e poi considerare l’eventualità di un pre-scuola;
  • parlare di ciò che potrebbe succedere a scuola in parecchi momenti della giornata e di come affrontarli serenamente e nella consapevolezza che la scuola è una grande famiglia.

Non si parte per la guerra

In una strepitosa lettera ai genitori, Alberto Pellai autore del volume “L’educazione emotiva” scrive:

“Cari mamma e papà, io oggi comincio la scuola primaria. Divento ufficialmente uno scolaro. So quanto voi ci teniate a me e alla mia istruzione. So che studiare è importante. Ma se possibile, vi consiglio di leggere queste piccole regole che ci permetteranno di capire che la scuola serve per la vita ma che non è tutta la nostra vita.

  • Io non sono i voti che prendo.
  • Non mi piace farvi la lista dei voti che hanno preso i miei compagni.
  • Al mattino, se possibile, rallentiamo le corse.
  • È bello svegliarsi al mattino con i volti dei tuoi genitori che sorridono.
  • Quando mi accompagnate a scuola ricordatevi che io non parto per la guerra. Quando suonerà la campanella di fine scuole state sicuri che ci ritroveremo all’uscita sorridenti. E saremo tutti sani e salvi.
    Mi sembra che sia tutto. State tranquilli. La scuola mi farà bene. E farà tanto bene anche a voi. Crescere è bello.

L’equilibrio emotivo con cui i genitori accompagnano i figli nella crescita

Scrive Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva, scrive: “Due anni fa ho proposto ai genitori la lettura di questa lettera. Mi sembra un buon modo per pensare al primo giorno di scuola dei nostri figli e per riflettere sul nostro ruolo di genitori in questo importante passaggio della loro vita. Se qualcuno di voi sta affrontando l’ingresso alla scuola dell’infanzia o alla scuola primaria del proprio figlio/a oppure l’inizio di un nuovo ciclo di studi (dalla scuola primaria alla secondaria) rifletta su quanto è importante che il nostro viso, le nostre parole, i nostri sguardi, i nostri gesti comunichino tranquillità e sicurezza. I pre-requisiti dell’educazione emotiva per un figlio si fondano sull’equilibrio emotivo con cui noi genitori sappiamo accompagnarlo nel suo percorso di crescita”.

Un’UdA per l’Infanzia che coinvolge genitori, alunni e docenti

Abbiamo già trattato il tema dell’accoglienza. Quello che proponiamo è un’Unità di Apprendimento, eccellentemente articolata, che rende protagonista proprio i genitori in un rapporto sinergico con la scuola.

Scrivono le maestre della scuola dell’Infanzia dell’Istituto Comprensivo “Giardini Naxos” diretto con capacità e grandi doti manageriali dal Dirigente Scolastico, Prof. William D’Arrigo: “Cari genitori, come ben sapete, stiamo vivendo un periodo di emergenza sanitaria, che ha portato alla sospensione delle attività didattiche. È molto importante che i bambini vivano questo momento con serenità, ma anche con consapevolezza. Devono comprendere che questo non è un periodo di vacanza, ma, anche se non si va a scuola, si continua ad imparare, facendolo in maniera diversa. Per aiutarli a capire quello che sta avvenendo, senza spaventarli, ci possono aiutare dei racconti adatti a loro. Tramite mail alle rappresentanti, abbiamo inviato una storia da leggere o far ascoltare, dove lo gnomo Gelsomino spiega il coronavirus ai bambini. www.giocabosco.it Inoltre, in questo momento sono fondamentali le norme igieniche per evitare i possibili contagi, pertanto, abbiamo pensato di improntare delle attività volte a far capire questo”. Nelle parole tutto il senso profondo di un impegno che deve necessariamente essere capace di coinvolgere, in questo percorso, anche i genitori.

Unità di apprendimento genitori alunni docenti

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Didattica inclusiva attraverso alcune figure del mito greco. Corso online riconosciuto dal Ministero dell’istruzione