Genitori fanno parte della scuola, con buona pace degli insegnanti. Lettera

di redazione
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Giuseppe  Richiedei – Vorrei puntualizzare alcune affermazioni del signor Mario Bocola su Orizzontescuola.it. Comincerei dalla premessa di fondo: “i genitori che vogliono, pretendono, osano (senza averne alcun diritto) ficcanasare nelle decisioni degli insegnanti”

che, a mio parere, contraddice i fondamenti democratici della scuola e della società. In tutte le società democratiche, non totalitarie, il diritto ad educare i figli spetta ai genitori non ai docenti mandati dal Governo di turno. Purtroppo da noi persiste la mentalità radicata nel periodo fascista che attribuisce allo Stato l’educazione della gioventù.

Gli organi collegiali rappresentano “la democratizzazione della scuola italiana” ma sindacati e burocrazia li hanno ridotti a organi formali, svuotati dei contenuti e delle finalità istituzionali proprie. L’attuale situazione di scontro e conflitto tra scuola e famiglia, a mio parere, si deve in gran parte  al venir meno delle sedi collegiali dove sia possibile affrontare difficoltà e contrasti per trovare le necessarie mediazioni tra la libertà di insegnamento dei docenti, la libertà educativa dei genitori, diritto all’apprendimento degli studenti (legge 59 . 1997 art 21, 9). Le sedi di incontro e di mediazioni del conflitto sono previste in tutte le realtà democratiche dove vigono la libertà di pensiero e di parola: consigli comunali, tavoli di conciliazione,  uffici di garanzie,  partiti, sindacati … Le scuole spesso si illudono di “gestire migliaia di genitori e studenti” attraverso le procedure e il potere burocratico, senza riconoscere le normali forme intermedie di aggregazione democratica come sono le associazioni o i comitati di genitori e studenti. Molte delle manifestazioni scorrette e violente dei genitori (che sono 20 milioni con figli a scuola) sono riscontrabili anche tra i semplici cittadini, che non sono integrati nelle istituzioni democratiche e credono di risolvere da soli i conflitti di interesse o di opinione.

Non vedo, poi,  a quali normative facciano riferimento  dichiarazioni come le seguenti: “ solo gli insegnanti e sono solo loro ad avere il diritto di parola e di decisioni sulla vita della scuola. In classe non ci sono i genitori, ci sono solo gli insegnanti: lo volete capire … Gli insegnanti, invece, pensino a forgiare e formare gli alunni a loro affidati”.

Mi chiedo: ”Loro affidati da chi? Dallo Stato? Dal destino? Dalla graduatoria?

Mi spiace che si arrivi a queste posizioni che non fanno che aggravare e rendere più difficoltoso il rapporto scuola famiglia. Viceversa, se ci attenessimo fedelmente a quanto leggi e normative stabiliscono nel rapporto scuola famiglia, la prima a beneficiarne sarebbe proprio la vita scolastica di docenti, studenti e genitori.

Troppe le ingerenze dei genitori a scuola. Lettera

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