Genitore può registrare conversazione con Docente o Preside anche senza il loro consenso? Cosa dice la Cassazione

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È possibile registrare una conversazione all’insaputa o senza l’esplicito consenso dell’interlocutore? Naturalmente vi sono numerose sfumature, ma in linea di massima è consentito farlo; determinanti sono momento e luogo; a dirlo sono diverse sentenze della Corte di Cassazione.

Capita nella vita di quasi tutti noi, prima o poi, un episodio spiacevole, una diatriba, una lite finita male, un episodio particolarmente svantaggioso o ingiusto ai nostri occhi, che ci porta a riflettere e a chiederci: “E se provassi a registrare cosa dice Tizio o Caio”? Ed immediatamente:”Ma no, meglio evitare, chissà cosa si rischia penalmente, violazione della privacy” etc.

In realtà la faccenda può essere variegata; e la Giurisprudenza offre una risposta per certi versi inaspettata e sorprendente.

Una situazione possibile a scuola:  Genitore registra conversazione con un Docente o Dirigente scolastico

Genitori ritengono il/la Docente inadeguato/a a ricoprire tale ruolo, a torto o a ragione, non è questo l’oggetto dell’articolo. O magari sostengono di avere subito da parte del Dirigente scolastico delle discriminazioni nei confronti del figlio, o eccessi autoritari, ma di non avere nessuna prova esplicita. Ecco che nell’incontro scuola-famiglia o durante il personale orario di ricevimento del DS, un papà decide poco prima di entrare in stanza, di premere un tasto dello smartphone, non visibile in quanto riposto nella tasca dei pantaloni, e di conseguenza attivare un’applicazione di audioregistrazione. Ciò, nella speranza o più semplicemente nella consapevolezza che quest’azione possa arrecargli un vantaggio portando alla luce dichiarazioni, espressioni o opinioni inerenti malumori verbali o episodi fattuali che coinvolgono i diretti interessati.

Cosa dice la Giurisprudenza: si può registrare una conversazione senza il consenso dell’interlocutore?

Cassazione, sentenza n. 18908/2011:

“[…] non è illecito registrare una conversazione perchè chi conversa accetta il rischio che la conversazione sia documentata mediante registrazione, ma è violata la privacy se si diffonde la conversazione per scopi diversi dalla tutela di un diritto proprio o altrui”

Cassazione, sentenza n. 5241/2017:

Le registrazioni, video e/o sonore, tra presenti, o anche di una conversazione telefonica, effettuata da uno dei partecipi al colloquio, o da persona autorizzata ad assistervi, costituisce prova documentale valida e particolarmente attendibile, perché cristallizza in via definitiva ed oggettiva un fatto storico”

“la persona che registra (o, come nel nostro caso, che viene filmata dallo stesso autore del fatto) infatti è pienamente legittimata a rendere testimonianza, e quindi la documentazione del colloquio esclude qualsiasi contestazione sul contenuto dello stesso”.

La risposta è SI, con le dovute cautele: chi parla con altre persone – afferma la Cassazione – accetta il rischio di essere registrato

La Giurispudenza recente afferma che è possibile videoregistrare o audioregistrare una conversazione anche senza il consenso dell’interlocutore; cosa fondamentale è che il fine di questa azione, in questo caso del genitore, sia per fini strettamente personali; quest’ultimo ha semplicemente effettuato una raccolta prove; ogni cittadino è libero di farlo. Se costui non diffonde le registrazioni – pensiamo alle casistiche riguardanti la circolazione virale tramite Whatsapp o i Social Network – non commette illecito penale. In caso contrario e cioè, volesse comunicare e divulgare conversazioni di natura privata, allora avrebbe assolutamente bisogno del consenso espresso dell’interessato.

Altre condizioni per registrare colloqui e non commettere illecito penale

  • È necessario che colui che registra sia in presenza fisica al momento della conversazione con l’interlocutore. Non può farlo tramite o per conto di altri.
  • Non è consentito effettuare registrazioni in residenze private del soggetto “intercettato”: in casa, in ufficio non aperto al pubblico; persino in automobile.

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