“Generazione digitale”: il corsivo, questo sconosciuto.

di Lalla
ipsef

Giulia Boffa – Interessante proposta di alcun prof italiani rivolta direttamente al Ministro della Pubblica Istruzione: "ritorno al voto di calligrafia".

Giulia Boffa – Interessante proposta di alcun prof italiani rivolta direttamente al Ministro della Pubblica Istruzione: "ritorno al voto di calligrafia".

Infatti l’uso di tastiere piccole e grandi utilizzate per comunicare con sms, mms, mail, blog e social network sta facendo svanire la capacità dei ragazzi di maneggiare carta e penna in maniera decente: secondo gli insegnanti, leggere il tema di un alunno di 13 anni è come tradurre un antico manoscritto egiziano pieno di "geroglifici" sconosciuti, simboli e pensieri complicatissimi.

Questo fenomeno sembra essere inarrestabile e peggiora di anno in anno a causa del boom di pc e telefonini tra i teen ager. Un problema che inizia dalle scuole elementari e arriva fino all’università, dove i docenti correggono ancora gli errori di calligrafia e ortografia.

"Leggere i temi dei miei alunni è diventata ormai un’impresa impossibile", racconta una prof di italiano delle scuole medie. "Spesso chiedo aiuto ai miei figli per "decifrare" parole ed espressioni incomprensibili scritte con un corsivo terribile. Non parliamo, poi, del linguaggio: simile a quello di un lunghissimo sms, è zeppo di abbreviazioni, slang e strafalcioni colossali. Certe volte non so proprio da dove cominciare…".

Anche il crollo della vendita di quaderni e block notes e altro materiale da cartoleria sembra confermare questo trend, destinato a mantenersi inalterato nel corso del 2010.

Ecco alcuni numeri per capire come cambia il modo di comunicare tra i giovanissimi:

45%: i ragazzi tra i 12 e i 18 anni che non sanno scrivere in corsivo;
45,9%: i ragazzi che utilizzano abbreviazioni nella scrittura di sms;
59,8%: bambini e ragazzi che usano il pc;
66,9%: i ragazzi tra gli 11 e i 17 anni che usano internet;
69%: i ragazzi tra i 15 e i 25 anni che usano l’istant messanging;
25%: i ragazzi tra i 10 e i 15 anni che usano le chat.

I dati più allarmanti per questa "generazione digitale" riguardano l’uso del corsivo, illeggibile e sempre più spesso sostituito dal più semplice e chiaro stampatello e non è affatto raro trovare studenti che non sanno più leggere la loro scrittura.

Il punto è che non è soltanto una questione di "bella-grafia", quanto soprattutto di corretto modo di apprendere: i più giovani si esprimono in modo estremamente sintetico e superficiale, accompagnato da un progressivo impoverimento dei contenuti e ridotta capacità di esprimere un pensiero logico, che molte volte si rivela una mera scopiazzatura dal web. E’ come se i ragazzi, evitando l’uso del corsivo, non sappiamo più mettere in luce sentimenti, emozioni, passioni, che invece il corsivo, per la sua originalità, riesce a trasmettere.

Secondo gli studiosi, il fenomeno avrà una ricaduta negativa anche sulla capacità di lettura: scrivere aiuta a capire "i tempi", il ritmo della lettura, un’abilità sempre più rara. Il rischio è leggere e non comprendere.

Il problema è considerato allarmante che alcuni Paesi europei hanno adottato subito delle contromisure. Ad affiancare lavagne elettroniche, pc wireless e banchi tecnologici ci saranno penne, matite e pennarelli, ed il voto in calligrafia tornerà ad avere un ruolo importante.

In Germania, ad esempio, è stato stabilito che il computer non debba essere l’unico strumento di scrittura, in Inghilterra è stato reintegrato l’uso della penna stilografica e in Francia gli scolari hanno ricominciato a fare il dettato utilizzando carta e penna. Alcune regioni dell’Italia, tra cui Emilia Romagna in testa, stanno prendendo esempio ed hanno istituito corsi di scrittura fin dai primi anni delle elementari, con insegnanti pronti a segnalare zampe di gallina e scarabocchi. L’esperimento sembra che stia dando ottimi risultati, tanto che nel 2010 sarà esteso a molte altre scuole del territorio nazionale.

Ma non tutti sono così catastrofisti. Secondo un recente sondaggio, una percentuale di studenti ha migliorato le prestazioni scolastiche grazie all’uso della tecnologia, senza peggiorare le proprie capacità di scrittura manuale. utilizzando sia la tastiera che la penna, prendendo appunti su carta e poi riscrivendo tutto al pc, rielaborando i pensieri con word o power point.

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