Gelmini propone una legge contro i cellulari in classe. Provvedimento inutile, proponga una legge contro le classi pollaio

di redazione
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contributo inviato da Gianfranco Scialpi – Maria Stella Gelmini, ex ministro dell’Istruzione, meglio della Distruzione, annuncia una proposta di legge sul divieto degli smartphone a scuola. Un suggerimento: lasci perdere!

L’annuncio di Maria Stella Gelmini 

Maria Stella Gelmini sarà ricordata per aver azzerato la scuola primaria, introdotto il virus delle classi pollaio e indebolito il sistema scolastico con un prelievo forzoso di 8 miliardi.  Dopo la caduta del governo Berlusconi (2011), il suo percorso politico è stato caratterizzato da una serie di incarichi prestigiosi all’interno di FI. Attualmente è capogruppo dei deputati del partito di S. Berlusconi.

Ieri ha annunciato che sarà la prima firmataria di una legge che vieterà l’uso degli smartphone a scuola. Ha dichiarato: ” Tra chat e social network, gli insegnanti sanno benissimo quanto sia complicato evitare l’uso dello smartphone. Non a caso, in Francia il divieto dei cellulari in classe è diventato legge e credo che come istituzioni e come genitori abbiamo il dovere di impegnarci in questa direzione. Presenterò, quindi in Parlamento una proposta di legge che vieti l’uso dei telefoni cellulari tra i banchi di scuola, affinché ci sia un uso consapevole di questi dispositivi digitali, solo se in linea con la didattica e propedeutici allo studio”

On. Maria Stella Gelmini, lasci perdere!

L’annuncio è a valenza zero. Mi spiego! L’ipotetica legge non introduce elementi nuovi, perché la materia è già normata da undici anni. Il riferimento è la “Direttiva Fioroni”.
L’uso dei cellulari da parte degli alunni, durante lo svolgimento delle attività didattiche, è vietato. Il divieto risponde ad una generale norma di correttezza che trova una sua codificazione nei doveri indicati nello Statuto delle studentesse e degli studenti (D.P.R. n. 249/1998). La violazione di tale divieto configura un’infrazione disciplinare rispetto alla quale la scuola è tenuta ad applicare apposite sanzioni. Si ribadisce che le sanzioni disciplinari applicabili sono individuate da ciascuna istituzione scolastica autonoma all’interno dei regolamenti di Istituto nella cultura della legalità e della convivenza civile”

La direttiva Fioroni ha una natura sanzionatoria. Questo profilo non può essere l’unica risposta dell’istituzione scolastica. Gradualmente si è imposto anche un approccio attivo costituito da un uso regolamentato degli smartphone. L’orientamento è confermato dal garante per la privacy. Quindi anche il secondo elemento annunciato da M. Stella Gelmini è già un punto di riferimento per gli istituti scolastici.

Si legge infatti nel pronunciamento: ” Le Nuove tecnologie e web rappresentano ormai una realtà con cui fare i conti anche nell’ambito dell’attività scolastica. Smartphone e tablet sono utili, ad esempio, per registrare le lezioni o per fare ricerche. Ma non devono trasformarsi in strumenti di offesa usandoli per diffondere sulla rete video e foto che possono ledere la dignità di compagni o insegnanti…Spetta agli istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regolamentare l’uso di questi dispositivi (Garante Privacy 17.09.2013)

On. Maria Stella Gelmini, si impegni altrove

Da qui l’inutilità di un provvedimento. Si impegni, invece, il deputato a presentare una legge che reintroduca il diritto costituzionale allo studio, abolendo le classi pollaio, ripristinando il tempo pieno, le compresenze e restituendo gli 8 miliardi di € prelevati forzatamente dal sistema formativo. Sarebbe un provvedimento ben accetto dagli operatori scolastici. Si chiede troppo?

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