Gelmini (FI): sulla scuola approccio sessantottino, ancorata al valore legale del titolo. Puntare a merito e innovazione

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L’ex ministra dell’istruzione Mariastella Gelmini,intervistata nel corso della trasmissione di approfondimento “TG2-Dossier” ha manifestato il suo dissenso rispetto alle politiche attuali riguardo le tematiche scolastiche.

Mancata la volontà da parte del governo di modernizzare la scuola

Non è stata colta un’opportunità e cioè quella di sfruttare la chiusura delle scuole per lanciare un grande piano di edilizia scolastica al fine di ammodernare i plessi, gli edifici, e quindi di agevolare la ripartenza a settembre. Le risorse ci sono, è mancata la volontà da parte del governo.” così la deputata Gelmini in risposta a ciò che lei e il suo gruppo politico avrebbero fatto se al governo.

Privilegiata la quantità rispetto alla qualità

Prosegue l’ex ministra: “La crisi della scuola viene da lontano ed è legata ad un approccio sessantottino che privilegia la quantità rispetto alla qualità; le riforme che noi abbiamo attuato in parlamento alcuni anni fa, in parte trovano un’attuazione, in parte no. Siamo ancora legati al concetto di valore legale del titolo di studio; noi invece pensiamo che parole come talento, merito, innovazione, valutazione, competenza siano parole da declinare concretamente; c’è ancora molto da fare in tal senso.

L’Europa si è mossa in ritardo per fronteggiare la Pandemia

L’Europa si è mossa in ritardo rispetto alla stagione del COVID19 ma si è comunque mossa ed ha messo a disposizione delle risorse importanti; l’Italia ha il dovere di cogliere quest’opportunità e il Parlamento di indirizzare le risorse verso il sistema della formazione, educazione e dell’eccellenza” ha concluso la deputata di Forza Italia.

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