Mangione (Indire): “Non lasciamo soli i docenti delle scuole in zone disagiate, usiamo la rete e il mentoring networking” [INTERVISTA]

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Opportunità da sfruttare per trasformare le piccole scuole in un laboratorio del futuro: addio al vecchio modello educativo spazio ad un modello inclusivo capace di attrarre innovazione.

Analizzare le difficoltà delle classi nelle piccole isole e nelle zone disagiate. A Fiera Didacta si è parlato anche del diritto allo studio degli studenti che vivono in montagna e nelle isole che, altrimenti, rischierebbero di restare esclusi.

A Orizzonte Scuola interviene Giuseppina Rita Mangione, ricercatrice Indire e responsabile della struttura “Innovazione metodologica e organizzativa nelle piccole scuole”: “Siamo orgogliosi di aver portato questo tema a Didacta, da tanti anni Indire ci lavora. Non si tratta nemmeno di un segmento ristretto, parliamo infatti di oltre 9mila plessi su tutto il territorio italiano. La rete nazionale di Indire nata nel 2017 accoglie oltre 500 scuole e si rivolge a più di 3000 plessi. Fondamentale, dunque, costruire un dialogo proficuo tra le scuole, un processo di miglioramento. Importanti anche le reti locali per riuscire così a declinare meglio il nostro operato”.

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