Garantire la mobilità almeno a livello regionale. Lettera

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Inviato da Luca Gallo – Credo sia necessario consentire la mobilità almeno all’interno della regione scelta, soprattutto per i partecipanti del concorso 2018.

In particolare per i neoassunti da DM 631 che si ritrovano un vincolo quinquennale assurdo, e imposto successivamente all’emanazione del bando riservato agli abilitati (cosiddetta fase transitoria), invece tali docenti si sono ritrovati a “scegliere” delle sedi spesso lontane dalla propria residenza, su posti residui del contingente dell a.s. precedente.

Questi docenti abilitati tramite tfa-pas, impossibilitati a entrare in GaE da una politica miope , parcheggiati in seconda fascia per anni, alla soglia dei cinquant’anni chiedono per quest’anno una deroga al vincolo quinquennale per poter richiedere una sede più comoda, tanti di questi docenti sono stati precari per tantissimi anni, abbiamo pagato caro anche la nostra strasudata abilitazione, requisito a quanto pare non più indispensabile per entrare in ruolo, sembra un accanimento ingiusto e insensato, non ci sono argomenti per giustificare tale trattamento.

Per concludere, sarebbe sensato pensare di concedere la mobilità all’interno della regione dove si è scelto di partecipare al concorso, per superare un blocco insensato che condannerebbe tanti docenti a non poter più rientrare nella propria provincia di residenza, ovvero condannati ad una vita di eterni precari itineranti, con spese e disagi non più sopportabili dopo anni e anni di sacrifici.

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