Garante Privacy. La scuola ha ruolo fondamentale nell’educazione digitale

di Giulia Boffa
ipsef

"Occorre invertire la rotta ed evitare che i giovani siano sfruttati e percepiti soltanto come consumatori passivi di tecnologia, incoraggiandoli a comprendere i principi fondamentali e, soprattutto, i rischi (sempre più invisibili) che si corrono. La scuola potrebbe svolgere un ruolo di primo piano prevedendo, nell’ambito dei programmi scolastici, specifici progetti educativi che insegnino ai giovani il modo di confrontarsi costruttivamente con le nuove forme espressive che la rete offre loro".

"Occorre invertire la rotta ed evitare che i giovani siano sfruttati e percepiti soltanto come consumatori passivi di tecnologia, incoraggiandoli a comprendere i principi fondamentali e, soprattutto, i rischi (sempre più invisibili) che si corrono. La scuola potrebbe svolgere un ruolo di primo piano prevedendo, nell’ambito dei programmi scolastici, specifici progetti educativi che insegnino ai giovani il modo di confrontarsi costruttivamente con le nuove forme espressive che la rete offre loro".

Lo ha osservato il presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, nel suo intervento d’apertura del convegno "Educare alla rete", organizzato proprio dal Garante, in occasione della Giornata europea della protezione dei dati personali, tenutosi questa mattina a Roma.

Rivolgendosi al ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, tra i relatori del convegno, Soro ha chiesto: "possiamo immaginare l’educazione digitale come materia di studio a partire dalla scuola di base?" ed ha aggiunto che "dal canto loro, gli educatori e i formatori devono essere aiutati a colmare il deficit di conoscenza dei nuovi fenomeni e strumenti educativi".

 A questa missione, ha sottolineato il Garante, sono chiamati tutti gli attori istituzionali. " Tutti dobbiamo misurarci con le sfide di una complessa fare di transizione e per questo l’educazione della persona digitale deve essere rivolta a tutti i cittadini – ha concluso – agli operatori, agli utenti del spazio digitale senza distinzione di età o di ruoli".

 

Versione stampabile
anief anief
soloformazione