Garante infanzia e adolescenza: occorre soprattutto prevenire gli abusi

di redazione
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L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, stamattina è stata ascoltata dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza presieduta. Il tema dell’audizione era la violenza tra i minorenni e ai danni dei minorenni.

“La nostra legge istitutiva prevede la promozione di opportune sinergie tra l’Autorità garante e la Bicamerale e quello di oggi è l’inizio di un importante cammino insieme, che proseguirà già il 6 febbraio con un’ulteriore audizione in materia di bullismo e cyberbullismo” ha detto Filomena Albano. “In generale – ha evidenziato la Garante – l’obiettivo in materia di violenza deve essere la prevenzione. Bisogna, ad esempio, promuovere la cultura della mediazione come modalità per prevenire ogni forma di violenza”.

Positiva, secondo l’Autorità garante, l’istituzione in Italia di un ordinamento penitenziario minorile. “È importante adesso, per i ragazzi che ‘inciampano nella giustizia’, introdurre la mediazione penale secondo le recenti raccomandazioni da noi formulate. Si tratta di una forma di giustizia riparativa che favorisce la responsabilizzazione dell’autore, prevenendo le recidive, e prende in considerazione la vittima minorenne, che può così elaborare il proprio vissuto”.

Nel corso dell’audizione si è parlato di emergenza educativa. “Bisogna lavorare per conciliare i tempi lavoro-famiglia dei genitori e introdurre, ad esempio l’home visiting per sostenere la genitorialità fragile, dopo la nascita del bambino, e creare contesti familiari sereni”.

Importante anche tutelare gli orfani di crimini domestici. “È urgente l’adozione del decreto attuativo della legge approvata un anno fa a loro tutela. A questo proposito l’Autorità garante ha scritto una nota di sollecito al ministero dell’Economia: bambini e famiglie hanno bisogno di supporto, non lasciamoli senza”.

Per l’Autorità garante è necessario una rilevazione continua dei dati. “Bisogna far emergere il sommerso” aggiunge la Garante. “Occorre spingere i bambini a parlare. Abbiamo sostenuto a questo proposito due campagne del Consiglio d’Europa: ‘Dillo a qualcuno di cui ti fidi’ e ‘Start to talk’, quest’ultima sugli abusi sessuali nello sport”, per questo è stata avviata un’interlocuzione con il Coni.

Il Garante chiede inoltre una rapida introduzione della videosorveglianza in asili nido e scuole dell’infanzia (vedi audizioni parlamentari http://bit.ly/2Waedwx e http://bit.ly/2QPCbte).

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