Gallo: salvaguardare Punto Luce Save the Children a Napoli

di redazione
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“Nel Punto Luce di Save The Children a Napoli Est, realizzato con il partner “Il tappeto di Iqbal”, ho incontrato tanti bambini che, nonostante le condizioni economiche e sociali disagiate nelle quali vivono, partecipano a laboratori pomeridiani di eccellenza. Non possiamo lasciar morire realtà come questa che non ha avuto tutti gli strumenti che le consentirebbero fino in fondo di perseguire l’obiettivo di sconfiggere la povertà educativa. Per questo, il ministero dell’istruzione si è attivato per chiedere  l’accelerazione della spesa  per l’installazione di un tendone da circo negli spazi della scuola che ospita il Punto Luce, da mettere a disposizione del quartiere. Così tanti bambini e ragazzi a rischio e tante famiglie dimenticate in queste periferie saranno dotate di uno spazio e un polo di aggregazione culturale”.

Lo dichiara il presidente della Commissione Cultura della Camera, Luigi Gallo, che ha visitato il Punto Luce gestito da Save The Children nel quartiere di Barra, periferia orientale di Napoli.
“Questa realtà si trova in un territorio dove la dispersione scolastica supera il 25%. E’ un dato che non solo deve far riflettere – continua Gallo – ma che deve spingerci a intervenire rapidamente, perché i fenomeni di disagio che riguardano tanti bambini e ragazzi non sfocino in devianze di tipo criminale. Il Punto Luce ospita corsi di attività sportive, culturali, oltre che circensi, grazie al duro lavoro di educatori che ogni giorno cercano di strappare i ragazzi dalla strada e dalla schiavitù della criminalità organizzata, pronta ad assoldare le baby gang”.
“La cultura e l’istruzione sono le armi più forti per salvare quartieri difficili come Napoli Est. Il mio impegno da presidente della Commissione Cultura sarà quello di promuovere progettualità stabili che mettano in rete le realtà sane dei territori che lavorano con finalità culturali ed educative. La corruzione, l’illegalità e i grandi drammi sociali di ogni città e di ogni quartiere – conclude Gallo – si possono sconfiggere solo con presidi culturali ad alta densità educativa diffusi nei territori difficili, con una rete di educatori in tutta Italia a supporto delle scuole, con il tempo pieno al Sud e la riduzione del numero di alunni per classe”.
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