Scuole aperte in zona rossa, Galli: “Profondamente sbagliato, difficile così arginare l’infezione”

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“Si tengono aperte delle falle e ritardiamo il processo di limitazione dell’infezione, io sono del parere che non si possono subire errori senza fare nulla. Occorre mettere in piedi dei programmi per lo screening in determinati contesti come la scuola, ad esempio provare a vedere se funzionano i test salivari”. Lo ha detto Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, ospite di ‘Agorà’ su Rai3.

La variante inglese si trasmette con grande efficienza tra bambini e adolescenti e questo vuole dire che la scuola rimane un serbatoio importante. Abbiamo una guardia abbassata in questo momento“.

Non ho mai creduto alla sistemazione veloce delle cose. Ogni volta sembra che io sia quello del pessimismo e delle docce fredde, ma i dati sono quelli. Bisogna vedere che cosa succede dopo Pasqua e che impatto avranno questi giorni“, ha aggiunto.

Sulla decisione del Governo di riaprire le scuole in zona rossa, Galli lo ritiene un errore: “Nel momento in cui mandiamo a scuola bambini non vaccinati sembra difficile si possa arginare l’infezione“, commenta.

E’ profondamente sbagliato. Non è un caso che i francesi si siano pentiti e siano tornati indietro sulla scelta. E non è casuale che gli inglesi abbiamo chiuso le scuole quando intensificavano i vaccini. E’ un errore e speriamo non abbia conseguenze troppo gravi perché si aprono delle falle che ritardano il processo di limitazione dell’infezione“, prosegue.

Aprire le scuole, per Galli, “è un atteggiamento di guardia abbassata. Io sono solidale con chi ha bambini ma che dire che questo sia un provvedimento preso con criterio scientifico, in un momento cruciale della pandemia come questo, sarebbe dire un assurdità“.

In qualsiasi caso, per l’esperto, “è opportuno almeno iniziare i programmi sperimentali di rilevazione del virus“, come test salivari a scuola: “in tutto il mondo ci si è attivati per capire se possono funzionare. Ma – ha concluso Galli – dobbiamo tenere presente che le varianti come quella inglese, ora dominante, si trasmettono con grande efficienza tra bambini e adolescenti, quindi rimane un serbatoio importante“.

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