Galli della Loggia: “Presidi come addetti al customer care. Docenti bersagli quotidiani dei genitori. Qual è deve essere il ruolo della famiglia a scuola?”

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In un recente caso emerso a Tivoli, la bocciatura di un’alunna di prima media con sei insufficienze è stata dichiarata illegittima dal Tar su ricorso dei genitori. La motivazione? Una presunta mancanza di motivazione dettagliata dietro la decisione, rivelando una casistica regolamentare scolastica tanto intricata che potrebbe fare impallidire le disputazioni teologiche della Controriforma.

Sebbene non sia esperto di legge, Ernesto Galli della Loggia, nel suo pezzo per il Corriere della Sera, solleva una domanda essenziale: ha il Ministro dell’Istruzione e del Merito preso le misure necessarie per difendere la posizione degli insegnanti in questo caso? In un’epoca in cui tali ricorsi sono sempre più frequenti, appare imperativo che il Ministro assicuri un’azione legale robusta e consistente per sostenere le decisioni dei consigli di classe. Tale intervento potrebbe scoraggiare le famiglie dal considerare la via legale come una semplice “passeggiata”.

Ma la problematica sottolineata da Galli della Loggia va ben oltre un singolo caso di ricorso. Ci troviamo di fronte a un panorama educativo in cui l’opinione e gli interessi delle famiglie influenzano sempre di più le decisioni scolastiche. Questa crescente “autonomia” ha trasformato le istituzioni educative in entità sempre più orientate verso i “consumatori”, ossia le famiglie. In questo scenario, i presidi, una volta figure autoritarie e rispettate, sono ora visti come addetti al “customer care”. Gli insegnanti, a loro volta, diventano bersagli quotidiani dei commenti e delle opinioni dei genitori nelle chat.

Tutto ciò avviene in un contesto in cui, paradossalmente, la scuola italiana continua a vantare eccellenti risultati nei test internazionali. È ora di riflettere: quale dovrebbe essere il ruolo delle famiglie nel sistema educativo? Fino a che punto la legge dovrebbe intervenire nelle decisioni pedagogiche?

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