Galiano dice stop al nozionismo: “Cambiamo il reclutamento docenti. Un buon insegnante lo devi vedere all’opera”

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Sono anni che lo diciamo ai quattro venti, ma la sensazione da più parti è appunto quella di parlare al vento: è ora di cambiare il modo in cui vengono reclutati gli insegnanti.

Lo scrive Enrico Galiano, su Il Libraio.it, in cui riflette sul sistema di reclutamento insegnanti, concentrandosi proprio sul metodo dei concorsi che andrebbero a valutare esclusivamente il nozionismo

Non se ne può più di questi metodi che mettono sempre la parte nozionistica al centro di tutto. Non se ne può più della formula-esame, soprattutto: con la commissione dietro la cattedra che valuta gli insegnanti senza… la sola cosa che proprio non dovrebbe mancare: una classe!“, dice l’insegnante e scrittore.

“Già da prima lo sapevamo, ma due anni e mezzo di pandemia lo hanno reso lapalissiano, ormai: insegnare è soprattutto lavoro di relazione. Un buon insegnante non sarà mai chi ne sa di più, o chi sa fare bella figura davanti a una commissione, preparando lezioni fantasmagoriche: un buon insegnante lo devi vedere all’opera”, continua Galiano che rimarca il concetto: “Come fai a capire se una persona è adatta a questo mestiere delicatissimo, se non lo vedi interagire con bambine e bambini, con ragazze e ragazzi?

E ancora: “La pandemia ha portato tanto dolore ma ci ha fatto anche il regalo di una consapevolezza non più eludibile: può insegnare solo chi davvero è portato per farlo, e soprattutto chi ci crede fino in fondo. Chi sa ascoltare quelle voci così indecifrabili di ragazze e ragazzi. Chi sa affascinare, appassionare, accendere fuochi più che riempire vasi”.

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