GaE e GM vendute per 30 denari, tifano Miur. Lettera

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Inviato da Marco Saglimbene – Il 4 dicembre p.v. si dovrebbe chiudere il contratto sulla mobilita’ per l’a.s. 2018/2019 e il MIUR, dopo la vergogna del 100% dato alla mobilita’ per il rientro dei fantomatici deportati/nastrini, conscio delle problematiche create sulla continuita’ di dattica da una parte e sull’erosione delle gia’ esigue nuove immissioni dall’altra sta cercando di mantenere le stesse quote dell’anno scorso.

Un atteggiamento che sembra in linea con le esternazioni della Ministra Fedeli e degli esponenti PD di un tentativo concreto della risoluzione del precariato e della chiusura delle graduatorie vigenti.
Cio’ che lascia ancora una volta basiti i docenti delle GaE e i vincitori di concorso del 2016 e’ il comportamento dei sindacati (UIL e GILDA in testa) che apertamente si schierano a difesa di una parte dei lavoratori (perartro beneficiari di tutte le deroghe alla 107 sin ora fatte) a scapito dei docenti in attesa del ruolo quindi difatto socialmente piu’ deboli.
Il paradosso e’ che il MIUR sia propenso verso una mobilita’ piu’ sostenibile che rispetti tutte le categorie di docenti e che non danneggi sempre i soliti, mentre i sindacati, che per statuto avrebbero questo compito parteggino solo per alcuni.
La richieste dei sindacati, dall’approvazione della 107 sono sempre state unilaterali e partigiane ma a due anni di distanza non si finisce mai di stupirsi di questi atteggiamenti deplorevoli ed ingiusti.
A questo punto ai docenti in attesa di ruolo non resta che tifare per i tecnici di Viale Trastevere e per i politici che hanno preso a cuore il destino di decine di migliaia di docenti precari che agognano la tanto sofferta stabilizzazione.

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