Fusacchia: tamponi veloci a scuola. Momento critico, togliere docenti per svolgere concorso non è il caso. [INTERVISTA]

Stampa

Ieri giornata dedicata al nuovo DPCM con la firma giunta nella notte. Molte le novità in esso presenti che vanno dal mantenimento delle scuole aperte fino alla prima media anche nelle zone rosse, all’obbligo mascherina anche al banco. Per fare un quadro della situazione abbiamo intervistato Alessandro Fusacchia, esponente di +Europa.

Il problema – ha detto ad Andrea Carlino durante una diretta sui nostri social – è che ad oggi non abbiamo necessariamente imparato ciò che dovevamo imparare, non abbiamo fatto tutto ciò che serviva per attrezzarci. Forse c è stata una rimozione collettiva, pensando che fosse passato il peggio.”

Un paese anticipa non spera, – ha continuato – e adesso subiamo le conseguenze. Il problema principale è il trasporto locale e se si dovrà chiudere tutto, la scuola deve essere l’ultima a chiudere ma dovrà essere sicura. La scuola è un presidio da mantenere a livello educativo,  ma in sicurezza

Proprio sulla sicurezza punta la critica di Fusacchia, ed in particolare sulle tempistica di consegna degli esiti dei tamponi. “Non possiamo permetterci -ha detto- di tenere docenti, studenti e famiglie giorni e giorni in quarantena in attesa dell’esito di un tampone. Se la scuola è una priorità i tamponi veloci devono entrare a scuola.”

Per quanto riguarda lo stop al concorso straordinario contenuto nella bozza del DPCM, Fusacchia avanza una considerazione che lui stesso definisce “pragmatica”. “Ho avuto contatti con gli USR e mi hanno riferito di avere tanti docenti in isolamento domiciliare. Pertanto, togliere al momento docenti anche per fargli svolgere il concorso non è il caso. Quando si tornerà in un ambiente più tranquillo si può riprendere.

Sulla DAD la sua considerazione rispecchia la posizione già espressa al tempo della prima ondata, è e continua ad essere una didattica di emergenza. “Come Parlamento – ha sottolineato Fusacchia – abbiamo impegnato il Governo a mantenere scuole incluse le medie laddove il livello di rt non vada fuori controllo si deve garantire didattica in presenza. Il principio con cui apriamo e chiudiamo la scuola come un centro commerciale è fastidioso.

Tutta l’intervista

Stampa

Con i 24 CFU proposti da Mnemosine puoi partecipare al Concorso. Esami in un solo giorno in tutta Italia