Fusacchia: “La Buona Scuola voleva far entrare il merito, ma non ci siamo riusciti. Ora ci prova Valditara, non sappiamo se ci riuscirà”

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Alessandro Fusacchia, deputato nella scorsa legislatura, già Capo di gabinetto al Ministero dell’Istruzione con Stefania Giannini ministra, ha pubblicato un libro “Lo Stato a nudo” in cui racconta le tappe che hanno portato all’approvazione della “Buona Scuola”.

Sulla legge 107/2015 si è molto discusso e, probabilmente, si è anche giocato il futuro politico di Matteo Renzi. Un provvedimento che ha avuto un’opposizione durissima da parte della scuola così come ricorda lo stesso Fusacchia a “Io Donna”, il magazine del Corriere della Sera: “Nonostante siano entrati in 140-160mila grazie alla Buona Scuola, hanno organizzato uno sciopero che ha avuto uno straordinario successo. Uscire dal ginepraio delle graduatorie dei docenti è impossibile. L’idea di quella stagione era puntare sui concorsi per alzare il livello complessivo di chi sarebbe entrato a scuola. Ma con questa massa di precari non solo non funzionano le sanatorie, ma nemmeno i concorsi pubblici, che andrebbero ripensati in modo da riuscire a prendere persone in grado di affrontare la complessità”.

E ancora: “Renzi mise sul piatto 200 milioni per premiare il merito degli insegnanti ma apriti cielo, il principio non poteva passare e non passò. Sarà interessante vedere cosa succederà ora, che abbiamo il Ministero dell’Istruzione e del Merito: meritevoli dovranno essere solo gli studenti o anche gli insegnanti? Chi definirà il merito e come? All’epoca della Buona Scuola, gli insegnanti e gli studenti delle superiori boicottarono in massa le prove Invalsi e le famiglie furono con loro. Nessuno voleva essere valutato. E ora?”

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