Fusacchia: “Aumentare gli stipendi dei docenti. Ma non siano tabù la formazione obbligatoria, la valutazione e la carriera”

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Sono settimane molto importanti per la scuola: dall’approvazione della legge di bilancio, che ha iniziato l’iter al Senato, al rinnovo contrattuale del personale docente e ATA. Inutile dire che gli stipendi degli insegnanti stanno sempre al centro del dibattito. E anche il deputato di FAcciamo Eco Alessandro Fusacchia, si esprime sul tema.

Gli stipendi dei docenti italiani non sono paragonabili a quelli dei colleghi europei, e bene hanno fatto in oltre 10 mila a sottoscrivere una petizione per chiedere al Governo di rivedere il contratto collettivo in maniera significativa, uscendo dalla logica dei pochi euro di aumento ogni tanti anni. Negli altri Paesi europei, però, oltre a stipendi più alti hanno anche altro: meccanismi di valutazione, ad esempio. E da noi?“, scrive il deputato del Gruppo Misto.

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Tuttavia, “una retribuzione molto più significativa va assicurata ed è per me una battaglia sacrosanta, ma mi chiedo, allo stesso tempo: davvero è ancora tabù parlare di formazione obbligatoria (non l’aggiornamento professional-burocratico, ma una formazione all’altezza dei migliori standard internazionali) e soprattutto di valutazione e carriera dei docenti? Tutti devono avere le stesse opportunità di migliorarsi, ma le capacità e l’impegno non sono gli stessi per tutti“, prosegue Fusacchia.

Per l’ex capo dipartimento del Ministero dell’Istruzione, infatti, “sarebbe importante dare alla scuola un sistema di valutazione, soprattutto in un periodo storico come questo in cui pare tornata l’allergia per i concorsi pubblici (che pure vanno ripensati nelle modalità di svolgimento) e il reclutamento a tempo indeterminato nella scuola prende la forma di stabilizzazioni che si susseguono“.

Nei giorni scorsi è partita anche una petizione lanciata dal gruppo Facebook ‘Professione insegnante’, che chiede un aumento di stipendio per il personale docente di almeno 200 euro.

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