Furti, botte e cinghiate agli studenti sull’autobus per andare a scuola. Lo sfogo di un papà: “Non siamo più liberi di mandarlo nella scuola scelta”

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Sembra essere un vero problema prendere l’autobus a Bergamo e dintorni per gli studenti, dato che sono tanti i casi di violenza perpetrati durante il tragitto casa-scuola e viceversa.

A tal proposito, come riporta Fanpage.it, un papà di uno studente di 14 anni scrive una lettera (a L’Eco di Bergamo) in cui racconta tutto.

Una decina di giorni fa proprio suo figlio sarebbe stato vittima di un furto mentre era in pensilina in attesa del pullman che da scuola lo avrebbe portato a casa, mentre recentemente un suo coetaneo sarebbe stato preso “a botte e cinghiate in faccia con le cinture”.

Troppo spesso, ha raccontato l’uomo, è l’autista dell’autobus a dover intervenire: “La situazione sta sfuggendo di mano, nessuno fa niente. Molti non se ne rendono conto finché non ne vengono direttamente interessati“.

È stato avvicinato e scippato del portafoglio mentre era in pensilina in attesa del pullman che lo avrebbe portato a casa“, dice il padre sottolineando di aver segnalato il furto ai carabinieri.

Il fenomeno vedrebbe un gruppo di ragazzi che avvicina gli studenti alle fermate degli autobus per chiedergli denaro con una certa insistenza, arrivando a volte a compiere furti e scippi.

E chi si ribella, come due studenti pochi giorni fa, prende botte: il figlio del papà protagonista della lettera, ha visto un gruppo di ragazzi, circa 20, che se la stavano prendendo con due studenti che gli avevano “negato i soldi rispondendo un po’ seccati“. A quel punto, “uno viene preso a botte e cinghiate in faccia con le cinture, perde sangue dal viso“.

Secondo l’uomo, “ci vorrebbero due poliziotti per pensilina, almeno in quella fascia oraria delicata“, sostiene il padre del 14enne: “A me come padre sembra di impazzire al pensiero che mio figlio ogni giorno rischia di potersi imbattere con questi delinquenti. Siamo arrivati al punto di non essere più liberi di mandarlo nella scuola scelta, perché di fronte al pericolo, dobbiamo scegliere qualcosa di più sicuro“.

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