Frutta marcia nelle scuole, dopo i pomodorini anche le fragole contaminate

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Dopo il caso dei pomodorini che hanno intossicato 132 bambini e sette docenti in due istituti del Modenese, un’altra vicenda legata al programma “Frutta e Verdura nelle scuole” del Ministero dell’Agricoltura desta preoccupazione.

Questa volta a finire nel mirino sono state le fragole consegnate in una scuola primaria della zona del Cremasco, in Lombardia.

Le collaboratrici scolastiche incaricate di ricevere le cassette si sono accorte che numerose confezioni di fragole del lotto erano “marce e puzzolenti”. Secondo le ricostruzioni, hanno dovuto gettare tutte le confezioni poiché la muffa aveva contaminato oltre la metà di quelle che sembravano inizialmente integre, rendendo rischioso consumarle.

Era la prima volta che in quella scuola arrivavano le fragole, frutto che per sua natura, se non conservato accuratamente, è molto esposto a un rapido deterioramento.

Il programma ministeriale prevede la distribuzione di “frutta e verdura fresche alle scuole secondo un calendario che tiene conto dei fattori della stagionalità e della varietà”, in un’ottica di educazione alimentare sostenibile. Tuttavia, sulla piattaforma dedicata il calendario della distribuzione risulta al momento “in costruzione”.

L’episodio del Cremasco, che potrebbe essersi verificato anche in altre scuole lombarde visto il singolo distributore regionale, solleva interrogativi sulla gestione e il controllo della qualità della frutta e verdura destinate agli studenti. Secondo i dati 2023 del Ministero, si tratta di circa 3.500 tonnellate di prodotti ortofrutticoli per un valore di 7,9 milioni di euro, concentrati prevalentemente sulla distribuzione di frutta.

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