Frutta e verdura nei distributori automatici a scuola: un progetto milanese che arriva fino ad Harvard

di Giulia Boffa
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GB – Un progetto sull’educazione alimentare a merenda, sperimentato  dal 2009 al 2011, è al centro dell’attenzione dell’università di Harvard per i risultati che ha raggiunto. Ce ne parla il Corriere della Sera.

Sono stati coinvolti millecento studenti di 45 classi di San Donato Milanese, tra i 12 e i 14 anni, monitorati grazie al «progetto Eat» (Educazione alimentare teenager), sviluppato dall’Irccs Policlinico San Donato e dalla fondazione del Gruppo ospedaliero San Donato, in collaborazione con Eni, Sanofi e altri privati.

GB – Un progetto sull’educazione alimentare a merenda, sperimentato  dal 2009 al 2011, è al centro dell’attenzione dell’università di Harvard per i risultati che ha raggiunto. Ce ne parla il Corriere della Sera.

Sono stati coinvolti millecento studenti di 45 classi di San Donato Milanese, tra i 12 e i 14 anni, monitorati grazie al «progetto Eat» (Educazione alimentare teenager), sviluppato dall’Irccs Policlinico San Donato e dalla fondazione del Gruppo ospedaliero San Donato, in collaborazione con Eni, Sanofi e altri privati.

A questi ragazzi sono stati offerti, nei distributori automatici delle loro scuole, solo cibi freschi, come verdura e frutta, al posto di snack grassi e merendine.

I risultati non si sono fatti attendere: una riduzione dei giovani sovrappeso del 7 per cento, di quelli obesi del 2 per cento, con i consumi giornalieri di frutta e verdura in crescita del 12 per cento.

La ricerca verrà presentata all’EXPO, nello stand del ministero dell’Istruzione, che ha istituto un comitato scientifico «Scuola per Expo» per portare tutte le classi d’Italia a Rho-Pero, mentre gli studenti monitorati aumenteranno fino a 5.500 per il 2015.

"Dentro al sito espositivo ci saranno solo distributori automatici sani", aggiunge Alexis Malavazos, nutrizionista endocrinologo del Policlinico San Donato, responsabile del progetto. "Dal simposio di Harvard è nata una nuova icona, modifica del “piatto” voluto da Michelle Obama per sostituire la piramide alimentare, riconosciuta dalla Società alimentare americana. Ora c’è quello che in Italia abbiamo chiamato il “piatto in forma”: ortaggi, frutta, proteine e cereali, che non sono pasta e pane ma quelli con più fibre.

"È difficile comunicare il messaggio di una sana alimentazione a ragazzi che vivono in ambienti che sono “obesogeni” e in età così ribelle. Per questo abbiamo pensato di bonificare gli ambienti svuotando gli automatici dagli snack per riempirli con cibi freschi e sani, coinvolgendo la Coldiretti: sei anni di battaglia per tenere i prezzi bassi e convincere le ditte titolari delle licenze dei distributori. Conta anche la scelta dei testimonial: i Club Dogo, trasgressivi il giusto per invogliare i ragazzi verso i prodotti più sani. Che, spesso sono anche più buoni". Conclude Malavazos: "Fondamentale è muoversi: per questo regaliamo ai ragazzi un contapassi".
 

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